Maltrattamenti in classe a Lugo, partito il processo alla maestra

Quattordici, a tanto ammontano gli episodi di ingiustificata violenza che quella maestra avrebbe commesso nei confronti dei piccoli alunni che avrebbe avuto il compito di educare. A metterli in fila, ieri mattina, nel corso della prima udienza dibattimentale dopo il rinvio a giudizio, è stato uno dei carabinieri a cui la procura della Repubblica aveva affidato l’indagine nel 2018. Le denunce giunte allora al terzo piano del Tribunale avevano messo in moto l’inchiesta, portando all’inizio di una serie di intercettazioni ambientali dentro quelle aule dove insegnava la maestra 58enne ora a processo (difesa dall’avvocato Gianluca Vichi). Per settimane i militari hanno osservato i comportamenti della donna, estrapolando quattordici episodi ritenuti rilevanti avvenuti tra i banchi di quella scuola materna nella Bassa Romagna. Nella maggior parte dei casi si vede l’insegnante, come ha spiegato ieri in aula il carabiniere, che strattona i bambini e grida loro addosso per motivi tra i più futili. Come quando un alunno viene costretto in punizione solo perché in quel preciso istante non avrebbe avuto voglia di bere un bicchier d’acqua. Un’immagine più di altre, però, sembrerebbe aver messo la parola fine ai dubbi sui metodi violenti di quella donna nel gestire la classe affidatale. Gli inquirenti, inizialmente, non se ne erano accorti, ma rivedendo i filmati delle videocamere hanno ricostruito un brutto episodio, nel quale si vede una bambina trascinata di peso per tutta la classe, facendola strisciare a terra fin fuori dalla classe.

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