Malattie neurologiche, l’aiuto arriva dalla sana alimentazione

Ce ne sono circa 600, e sono tantissime. Le malattie neurologiche colpiscono l’encefalo, il midollo spinale, i nervi. Fanno danni al sistema nervoso, cioè a quell’insieme di cellule (i neuroni) che hanno il compito di ‘diffondere’ le informazioni nell’organismo. Senza di loro, praticamente nulla sarebbe possibile. In Italia ci sono circa 700mila persone che, per esempio, soffrono di una tra le più frequenti: il morbo di Alzheimer, che conta 8.000 nuovi casi ogni anno. Ma tra le altre, ci sono anche il Parkinson e la Sclerosi multipla. La ricerca sta trovando nuovi trattamenti, ma per diversi casi c’è tanta strada da fare. E lì dove non è possibile intervenire radicalmente, proprio la scienza sta facendo di tutto migliorare la qualità della vita. Uno studio italiano dell’Università di Udine è riuscito a trovare la dieta giusta per chi è affetto da emicrania, confermando come una corretta alimentazione abbia effetti virtuosi sulle malattie neurologiche.

«La dieta è stata modulata in base alle specifiche esigenze del paziente – ha spiegato Mariarosaria Valente, docente di Neurologiadell’ateneo friulano– Per esempio, solo a quanti avevano anche la necessità di perdere peso è stata applicata una ‘very low calories chetogenic diet’ (una dieta chetogenica con un molto basso livello di calorie, ndr) che ha portato ad un mantenimento della massa magra e, allo stesso tempo, ad una riduzione importante di quella grassa con un netto miglioramento della composizione corporea».

Efficace anche per la riduzione dell’infiammazione nella malattia di Alzheimer, sebbene ancora in fase sperimentale nei pazienti con demenza e morbo di Parkinson, il regime chetogenico ha già dato risultati confortanti e concreti nel trattamento della Sclerosi Multipla, come confermato da ‘Che fatica’, lavoro in corso sempre in Friuli Venezia-Giulia. «Si tratta di uno studio open label a singolo braccio che vede coinvolti attualmente 15 pazienti sottoposti a regime chetogenico per un periodo di sei mesi e valutati, prima e dopo la dieta, attraverso una serie di esami di laboratorio, neurofisiologici, di risonanza magnetica funzionale, di questionari e scale cliniche – ha precisato Riccardo Garbo,ricercatorein Neurologiache sta partecipando al lavoro- Dai dati preliminari di cui ora disponiamo sembra esserci un netto miglioramento in questi pazienti in particolare sul sintomo fatica e su alcuni correlati tra cui qualità del sonno, stress e tono dell’umore. Questo, verosimilmente, in relazione anche all’azione anti-infiammatoria della dieta chetogenica».

L’alimentazione sana fa bene alla salute dei neuroni. Le evidenze scientifiche confermano il ruolo protettivo di alcune vitamine come la B, la D, la E, degli acidi grassi polinsaturi e dei polifenoli nello sviluppo delle malattie neurodegenerative. Quindi, anche la dieta mediterranea conferma il suo successo: uno studio statunitense ha notato una riduzione del rischio Alzheimer del 40% tra chi rispettava le regole di questo stile di vita.

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