Malattie intestinali: esordio già nei bambini. Convegno a Rimini in maggio

“Il termine malattie infiammatorie croniche intestinali accomuna essenzialmente due condizioni: la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa. E se fino a vent’anni fa erano malattie che colpivano prevalentemente il giovane adulto, oggi nel nostro Paese si calcola che nel 20-25% dei casi l’esordio sia in età pediatrico-adolescenziale. Anche se raramente ci sono poi delle forme che esordiscono molto precocemente, nei primi due anni di vita, e molto spesso sono forme monogeniche di difficile gestione. È molto importante quindi che i pediatri sappiano riconoscere o sospettino una malattia infiammatoria cronica all’esordio onde evitare quello che succedeva fino a qualche anno fa, ossia arrivare alla diagnosi con uno o due anni di ritardo”. Parte da qui Paolo Lionetti, presidente della Sigenp (Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica) per presentare il corso monotematico ‘Gestire la malattia infiammatoria cronica intestinale nel bambino’, in programma il 2 e il 3 maggio a Rimini. Si tratta del secondo evento del progetto formativo 2022 della Società italiana di pediatria (Sip), un’iniziativa nata per offrire ai pediatri un programma educativo di alto valore scientifico. “Il problema di queste malattie è che il loro esordio in pediatria può essere dominato da manifestazioni extra intestinali, soprattutto per quanto riguarda la malattia di Crohn- spiega Lionetti- quindi la classica triade diarrea, dolore addominale e perdita di peso, all’inizio può anche non essere presente”. Da qui la necessità di affinare la sensibilità dei medici su queste patologie. “Si calcola, ad esempio, che il 40% dei casi di malattia di Crohn in età pediatrica sia gravato dal problema della scarsa crescita ma possono essere presenti anche manifestazioni cutanee o articolari che possono dominare il quadro clinico”, precisa il presidente Sigenp.

“Fare una diagnosi precoce è importante perché, come per tutte le condizioni, prima la malattia viene individuata e meglio risponde ai trattamenti- precisa Lionetti- Il corso ha dunque l’intento di fornire ai pediatri strumenti utili per la gestione di queste patologie”. “Se si parla per esempio di rettocolite ulcerosa bisogna considerare che in Pediatria la maggior parte dei casi sono pancoliti, ossia colpiscono tutto il colon- spiega ancora Lionetti- questo vuol dire che tra bambini e adolescenti c’è una prevalenza di attacchi gravi di colite ulcerosa più elevata che negli adulti. A partire da questo quadro sono state messe a punto delle linee guida specifiche per la gestione di questi casi in pediatria ed è quindi importante che queste conoscenze siano diffuse tra i pediatri. La colite ulcerosa, infatti, può anche esordire con un attacco grave e deve essere gestita in urgenza seguendo un timing molto preciso: si inizia con gli steroidi endovena, dopo solo 5 giorni se non si c’è risposta si passa a una seconda linea di terapia anti-TNF alfa e se non c’è risposta neanche a questi trattamenti bisogna ricorrere alla chirurgia”. Attraverso lezioni frontali, workshop, casi clinici interattivi, i partecipanti al corso avranno l’opportunità di fruire di aggiornamenti di alto profilo scientifico su vari ambiti: stratificazione del rischio e personalizzazione della terapia, sospetto clinico, diagnostica strumentale ecc. “Una sessione verrà dedicata all’uso di terapie alternative nutrizionali- sottolinea Lionetti- sono una peculiarità pediatrica e vengono utilizzate per evitare l’uso degli steroidi che già di per sé possono essere causa di ritardi di crescita, oltre al problema di base della malattia. Queste terapie si sono dimostrate efficaci così come l’uso di farmaci biologici e di nuova generazione”. 

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