Maiolo, assalto dei lupi: uccise due pecore, allarme di Coldiretti

RIMINI. Allevatori e pastori sono esasperati dagli attacchi a mandrie e allevamenti non soltanto da parte dei cinghiali, che ormai non fanno quasi più notizia perchè sono all’ordine del giorno, ma anche da parte dei lupi. «Gli assalti agli allevamenti ormai non si contano più – sottolinea Guido Cardelli Masini Palazzi, presidente di Coldiretti Rimini – l’ultimo è avvenuto pochi giorni fa, durante il giorno, con i predatori che hanno attaccato un gregge dell’azienda agricola di Zani Monica a Maiolo, uccidendo due pecore». La stessa azienda aveva subito altri attacchi meno di un anno fa e anche in quel caso erano state aggredite e uccise delle pecore. Per gli allevatori sta diventando sempre più difficile portare avanti il loro lavoro, già di per sè duro e ora addirittura vanificato a causa delle razzie notturne ma anche diurne dei lupi. Il presidente di Coldiretti Rimini spiega: «Non è più possibile lasciare gli animali allo stato brado, impiegando il tempo in tutte le altre attività che caratterizzano il lavoro in collina e montagna, dalla mungitura del latte alla fienagione. Negli ultimi anni si è infatti reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle da attacchi di lupi poiché recinzioni e cani da pastore a volte non sono sufficienti a scongiurare il pericolo». In seguito agli attacchi poi, oltre ai danni diretti, quelli relativi agli animali uccisi, gli allevatori subiscono anche pesanti perdite economiche indirette, per i quali non è prevista alcuna forma di indennizzo. Infatti, oltre agli animali che si disperdono c’è da mettere nel conto lo stress subito dalla mandria, dentro la quale poi si registrano aborti e drastiche riduzioni della produzione di latte, tutti fattori che comportano enormi danni economici. «Occorre – spiega Giorgio Ricci, vicedirettore di Coldiretti Rimini – intervenire sulla questione lupi e trovare soluzioni per contrastare in concreto una situazione inaccettabile per gli allevatori riminesi che hanno investito nella zootecnia e che col loro lavoro garantiscono anche un importante presidio alle nostre colline».

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