“Lupi in Bassa Romagna, il banchetto continua”: la denuncia della Coldiretti

Ancora animali sbranati dai lupi, ancora danni per le nostre aziende agricole. Forse che la presenza del predatore nella bassa Lughese vada finalmente presa un poco più sul serio?!?”. Così Coldiretti Ravenna, l’indomani l’ennesimo blitz notturno dei selvatici, il quarto in meno di due settimane (senza contare quelli avvenuti nei mesi precedenti), torna a sollevare il problema del branco di lupi che si aggira in pianura e che negli ultimi giorni ha ucciso capre e pecore tra Lugo e Voltana. 

Secondo Coldiretti “la crescente proliferazione della fauna ha generato uno squilibrio ambientale con uno sconfinamento da boschi e colline sino alle pianure che ha innescato la migrazione del lupo, il quale ora, per istinto e necessità, ha ampliato il suo raggio di caccia spingendosi sino nell’entroterra e anche in zone densamente abitate”.

Se i lupi hanno il diritto di essere tutelati, è altrettanto vero – afferma Assuero Zampini, Direttore Coldiretti Ravenna – che anche agricoltori e allevatori, hanno il medesimo diritto dato che, insieme agli equilibri di un ecosistema sostenibile e fruibile, bisogna salvaguardare quelle attività produttive ed economiche che con la loro presenza garantiscono la cura e il presidio del territorio. Senza considerare, conclude, che un territorio presidiato e vivo è anche più sicuro e questo va a vantaggio di tutta la cittadinanza”.

Arrabbiati e chiaramente preoccupati gli allevatori che hanno subito gli attacchi del lupo. “La mia azienda è praticamente nel centro di Voltana – afferma Serafino Marangoni, titolare dell’impresa agricola visitata dai predatori la scorsa notte – non siamo quindi isolati in aperta campagna, ma nel centro abitato”. Fattori questi che, insieme alla recinzione dietro la quale si trovavano gli animali, non ha fermato i lupi: “Hanno saltato la rete e ucciso un agnellone di circa 50 chili oltre ad una piccola capretta, fortunatamente non sono stati attaccati polli e conigli, ma – commenta – è ormai evidente che anche qui in pianura le nostre attività sono a rischio ed è impossibile difendersi”. Dello stesso avviso il collega Luca Bacchini, titolare di un’azienda di Passogatto, distante  circa 2 km in linea d’aria da quella di Marangoni: “Ci sentiamo impotenti, la recinzione alta 1,80 metri non è servita a nulla – afferma sconsolato – venerdì scorso i lupi l’hanno saltata uccidendo tre caprette e terrorizzando anche le mucche chiuse nella vicina stalla. Chi tutela il nostro lavoro e i nostri investimenti?”

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