L'uomo che... boh?

Lun 15 Luglio 2019 | Catia Donini


L'uomo che... boh?

Fri 20 September 2019 | Catia Donini

Lavoro in una biblioteca. Da mesi c’è un ragazzo che viene a studiare lì. Ogni tanto mentre è sui libri lo vedo che mi guarda, mi sorride. Mi chiede continuamente libri in prestito, a me sembra che non ci azzecchino l’uno con l’altro e che lo faccia per parlare con me. Si fa anche consigliare e così chiacchieriamo sui nostri gusti e le nostre passioni (come i viaggi). Però un paio di volte, quando è rimasto fino alla chiusura, io ho buttato lì che stavo andando a mangiare una pizza e a quelle parole si è dileguato alla velocità della luce, mentre mi sarei aspettata che si offrisse di accompagnarmi. A questo punto mi chiedo se magari non sto immaginando un interesse che non esiste. Eppure sono una persona razionale. Dovrei essere più esplicita negli inviti?
Grazia, Bologna

Cara amica, ecco che fa capolino la tipologia di uomo classificato come l’UCB, ovvero l’Uomo Che Boh. Quello che ci sembra che, che nessuno lo obbliga eppure, che un giorno ti manda raffiche di cuoricini poi sparisce per un mese, che allude ammicca ma mai un vero passo. Insomma, l’Uomo Che Boh.
Esistono, ovviamente, anche frotte di Donne Che Boh, ma qui tratteremo dell’esemplare maschile. Oddio, “tratteremo” è una parola grossa, perché il trade mark UCB è l’inesplicabilità dei comportamenti. Confuso? Profumiere? Azzardo qui alcune ipotesi rispetto al bibliofilo che la fissa ma poi evapora:
-in biblioteca si concentra meglio che altrove e per focalizzare i concetti che sta studiando punta l’orizzonte tipo un bracco con un fagiano (il fagiano, nella fattispecie, è Lei)
-è circondato da familiari rozzi e amici ruttatori e non gli par vero poter chiacchierare con qualcuno meno terraterra
-è timidissimo e fuori dalle mura della biblioteca si sente in debito d’aria, per cui se la dà a gambe
-è fidanzato con una commessa e fuori dalle mura della biblioteca se la dà a gambe e va a prelevarla al negozio
-in biblioteca si annoia mortalmente, si obbliga a venirci perché è già stato bocciato ottordici volte ma poi lì, pur di non studiare, attaccherebbe bottone anche con un capitello dorico
-la trova carina, sveglia e piena di dritte utili e stop (una variante del solito “la verità è che non gli piaci abbastanza”).
A me state entrambi molto simpatici, e anche solo per il fatto che in questa mail non sono menzionati chat e social media verrei a darvi un bacio in fronte.
Io ricambierei i sorrisi e continuerei a chiacchierarci: trovare chi condivide le nostre passioni è sempre bello, a prescindere. Riguardo agli inviti, mi sbilancerei al massimo con qualcosa di inerente la letteratura (la presentazione di un libro, una lettura pubblica), perché se poi arrivasse la frase-revolverata che L’UCB ha sempre in canna, ovvero “Hai equivocato”, vederselo ogni giorno davanti a sottolineare pagine o guatarla può essere pesante assai.

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