Un post della sindaca di Lugo Elena Zannoni rischia di passare dal virile al virale.
Lo ha scritto parlando di “costo sociale della virilità”, rifacendosi all’omonimo libro scritto da Ginevra Bersani Franceschetti e Lucile Peytavin, ma soprattutto all’indomani del nuovo incarico come portavoce delle Democratiche della Provincia di Ravenna. Donne di sinistra, come ha voluto sottolineare.
Quello che ha fatto sgranare gli occhi a molti e arrabbiare altrettanti, anche all’interno dello stesso Pd locale i cui “moralmente dissidenti” oggi preferiscono non esporsi, è la top selection di reati e condotte penalmente rilevanti in cui gli uomini dominano la scena, che la prima cittadina ha riportato al termine del suo lungo pensiero. Tra questi, il 99% degli stupri, ma abbondantemente sopra il 90% sono anche gli spacciatori e i mafiosi, gli indagati per evasione fiscale e gli imputati di omicidio.
Poco sotto quelli processati per rissa o accusati di abusi sui minori, a cui seguono quelli genericamente condannati, i coinvolti in incidenti stradali mortali e quelli per cui è stata avviata una procedura penale. Di tutte queste condotte, 8 volte su 10 si parla di uomini.
«Quasi 100 miliardi di euro, il 5% del Pil – scrive la sindaca di Lugo e presidente dell’Unione dei Comuni, Elena Zannoni -. Questo è quello che l’Italia risparmierebbe se gli uomini si comportassero come le donne, o meglio la differenza tra le risorse che uno stato spende per i comportamenti antisociali degli uomini e quelli delle donne».
A onor del vero, conti alla mano, se 100 miliardi equivalgono mediamente all’80% delle condotte maschili, 25 miliardi sono quelli spesi per le pseudo criminali donne. Dunque se i primi si comportassero allo stesso modo costerebbero ancora 25 miliardi. L’auspicio invece dovrebbe essere, inequivocabilmente, che uomini e donne si comportassero sempre in modo ineccepibile e basta.
«Il nostro nemico non sono gli uomini – ha scritto Elena Zannoni - è il paternalismo, il sessismo, il mansplaining».
«Visto che la sindaca Elena Zannoni, neo portavoce delle Democratiche, diffonde numeri con tanta disinvoltura per sostenere tesi ideologiche e colpevolizzare un intero genere – replica il coordinatore di Fratelli d’Italia Bassa Romagna, Gian Marco Grandi - noi intendiamo fare un altro esercizio di trasparenza numerica. Attraverso un’apposita interrogazione all’Unione dei Comuni, pretenderemo di conoscere quale sia la percentuale di uomini tra le vittime di infortuni sul lavoro e di incidenti gravi registrati nel nostro territorio. Allo stesso modo, solleciteremo dati chiari sulla percentuale di uomini residenti nei nostri comuni che si trovano sotto la soglia di povertà assoluta, che hanno perso la casa o che sono costretti a ricorrere ai servizi di assistenza a causa della perdita dell’occupazione».
«Sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio – sottolinea Grandi - esigeremo massima trasparenza sulla percentuale di reati predatori, come furti, scippi, spaccio e rapine, e quelli contro la persona come risse, aggressioni, lesioni commessi in Bassa Romagna da cittadini stranieri, calcolando anche quale incidenza rappresentino tali reati rispetto alla popolazione residente di ciascuna comunità sul territorio. Infine, chiederemo che vengano resi noti i dati reali sul tasso di recidiva e sull’effettiva esecuzione dei provvedimenti di allontanamento ed espulsione nei confronti di chi delinque nei nostri comuni, suddivisi per provenienza. Una volta ottenuti questi dati, ci aspettiamo che la sindaca li condivida pubblicamente con altrettanto impegno».