“Una piega per lo Ior”: a Lugo 132 persone dai parrucchieri a fin di bene

Lugo
  • 19 febbraio 2024

Domenica 18 febbraio l’Istituto Oncologico Romagnolo ha coinvolto sei città della Romagna in una grande maratona di solidarietà: le donne di Cesena, Forlì, Imola, Lugo, Ravenna e Riccione sono state tutte convocate per farsi “Una Piega per lo IOR”, titolo di un evento che vedeva un gruppo di parrucchieri volontari in prima linea per dimostrarsi vicini alle pazienti che affrontano l’effetto collaterale più temuto dell’intero percorso di cura, ovvero la calvizie a fronte della somministrazione farmaci chemioterapici, per non far mancare loro supporto materiale e psicologico. Ad ogni partecipante veniva chiesto un contributo minimo di 20 euro: tutto il ricavato verrà utilizzato a sostegno del Progetto Margherita, servizio di fornitura di parrucche gratuite per tutte coloro che sentono l’esigenza di affrontare la caduta dei capelli in maniera più intima e riservata. Un’attività che si è rivelata fondamentale per 358 pazienti nel solo 2023, ma la cui importanza va ben al di là dei freddi numeri: se per Nicoletta «è stato un modo per proteggermi dall’indiscrezione delle persone che, magari anche in buona fede, mi avrebbero rivolto domande personali a cui non me la sentivo di rispondere», per Maria Grazia l’aspetto fondamentale è stato preservare i figli piccoli dalla parte più complicata del suo percorso di cura e non minarne la serenità.

L’appello non è rimasto inascoltato: i circa 110 parrucchieri che hanno prestato in maniera del tutto gratuita la propria professionalità di domenica per raccogliere fondi da destinare alla lotta contro il cancro al femminile non hanno avuto troppo tempo per far riposare phon e spazzole. Sono state infatti 620 le persone che hanno partecipato in tutta la Romagna ad “Una Piega per lo IOR”: di queste 132 si sono recate presso la sede Tatì Hotel di Lugo in via Provinciale Cotignola 22/5, dove ad attenderle c’erano parrucchieri di 25 saloni aderenti. Una mobilitazione popolare che ha portato ad un ricavato finale di circa 15.500 euro. Grazie a questo risultato salgono a 19.907 gli euro raccolti finora da “La Mia Mamma è Bellissima”, il crowdfunding che l’Istituto Oncologico Romagnolo ha lanciato ai primi di febbraio proprio a sostegno del Progetto Margherita e dei servizi psiconcologici a favore della lotta contro il cancro al femminile e che terminerà, non a caso, il giorno 8 marzo, Festa della Donna.

«Era la seconda volta che tentavamo di proporre su quasi tutta la Romagna, nello stesso giorno, un evento di questo tipo – spiega Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale IOR – la risposta si è confermata entusiastica: visto che non prendevamo prenotazioni in certe ore del giorno abbiamo avuto anche una discreta fila, ma tutti i partecipanti erano ben consapevoli della ragione per cui erano presenti e non ci sono state lamentele di alcun tipo. A testimoniarlo anche i freddi numeri: sebbene la richiesta per una piega era una donazione minima di 20 euro il contributo medio è stato di 25 euro, segno che molti hanno recepito l’importanza del messaggio e ci hanno tenuto a dare anche qualcosina in più. Per noi è l’ennesima riconferma che la Romagna è un territorio speciale, che ha ben compreso come le necessità dei pazienti vadano al di là dell’obiettivo finale che dev’essere sempre e comunque quello della guarigione: una diagnosi di cancro comporta trattamenti di lungo periodo, una maratona che può durare anche anni, non è pensabile concentrarsi esclusivamente sulla malattia e mettere in stand-by la propria vita. Chi lotta contro un tumore deve veder salvaguardato il diritto di continuare a portare avanti un’esistenza piena e gratificante. La caduta dei capelli, soprattutto per una donna, può compromettere questo diritto: in questo senso una parrucca non fa parte del percorso di cura in senso stretto, ma può risultare altrettanto importante. Ringrazio quindi di cuore tutti coloro che hanno permesso a “Una Piega per lo IOR” di realizzarsi e che l’hanno trasformato in un grande successo: i parrucchieri volontari in primis, ma anche i tanti che hanno partecipato».

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