Nessuna autopsia, ma solo un’ispezione cadaverica. Segno che la morte del 61enne Riccardo Maceroni e della madre 87enne Luisella Pirazzoli, trovati senza vita lunedì pomeriggio nell’appartamento al civico 123 di via Risorgimento, non lascia spazio a dubbi. Il dramma che si è consumato prima di Natale è riconducibile a un incidente domestico, inserito in un quadro di profonda solitudine. Per questo il sostituto procuratore Raffaele Belvederi non ha disposto l’accertamento autoptico, limitando le ultime valutazioni sui corpi al medico legale e aprendo un fascicolo senza ipotesi di reato, destinato probabilmente a chiudersi con contestuale nulla osta alla sepoltura.
La dinamica, per come è stata finora ricostruita dagli inquirenti della Squadra mobile grazie ai rilievi della Polizia scientifica, appare ormai chiara. Maceroni, che già soffriva di problemi di salute, avrebbe accusato un malore. La madre, con seri problemi di deambulazione e affetta da un deficit cognitivo per il quale era quotidianamente assistita dal figlio, sarebbe rimasta sola. Forse nel tentativo di alzarsi è caduta a terra. Entrambi i corpi sono stati rinvenuti nelle rispettive stanze, senza segni evidenti di colluttazione o di traumi riconducibili a eventuali violenze da parte di terzi. La stessa porta d’ingresso dell’appartamento era chiusa a chiave dall’interno ed è stata forzata dai vigili del fuoco quando lunedì è giunta la richiesta di intervento da parte di un parente preoccupato dopo giorni senza riuscire ad avere alcun contatto.
Anche i vicini non hanno notato nulla di anomalo. Sono stati loro a fornire indicazioni utili a ricostruire la quotidianità delle due vittime; il dramma di un caregiver che aveva addirittura lasciato il lavoro per occuparsi dei genitori anziani. Maceroni aveva perso il padre poco tempo fa e continuava ad accudire la madre. Di carattere riservato, non si vedeva spesso nel condominio, limitando al minimo i contatti. Motivo per cui il prolungato silenzio è passato quasi inosservato, compreso il fatto che il pensiero natalizio lasciato il 20 dicembre da una vicina nello zerbino fosse rimasto di fronte alla porta. Era invece il segnale che dentro casa due vite si stavano spegnendo. FED.S.