Talento, estro, passione: tutto il mondo di Dj Mozart. A Lugo un tributo e un racconto intimo

Lugo

Il talento, l’estro e la passione, ma anche la voglia di sperimentare e quella inesauribile alchimia che gli ha permesso di trasformare ritmi e melodie in qualcosa di mistico e memorabile. Arte allo stato puro, che scorporando il suo alias diventa “Art of Moz”, titolo di una delle prime uscite discografiche datata 1984 che adesso è anche il nome della mostra dedicata all’eclettico dj deceduto il 4 dicembre scorso all’età di 67 anni, Claudio Mozart Rispoli.

Organizzata dall’associazione 12 Pollici all’interno degli eventi di Lugo vintage festival, ad ospitarla saranno i suggestivi spazi delle Pescherie della Rocca, dal vernissage di venerdì prossimo con party e dj set fino alla chiusura del 18 aprile.

Non solo un tributo, ma un racconto intimo tra scatti d’epoca, aneddoti e oggetti iconici: da quella Baia degli Angeli che con la sua musica consacrò come discoteca cult alle produzioni discografiche, addentrandosi anche nel suo studio, tra migliaia di vinili e sintetizzatori.

Del resto quel nome d’arte che lo elevava al compositore austriaco non era casuale, ma frutto della bravura e del talento con cui al Conservatorio Rossini di Pesaro aveva iniziato a suonare il pianoforte. Uno strumento che è per sua natura un ossimoro, la combinazione di due parole in perenne contrasto ma sapientemente combinate per creare musica: un po’ quello che aveva fatto e inventato Claudio Rispoli, rastrellando e importando i più diversi e innovativi generi musicali per crearne uno tutto suo.

Impossibile però definirlo, una contaminazione di disco funk, fusion, afro-brazil, elettronica sperimentale e i primi embrioni di quella house music che lo vedrà eccellere anche come produttore, prima con Double Dee e la successiva consacrazione nel 1994 come Jestofunk.

Nonostante la sua continua ricerca musicale arrivasse da ogni parte del mondo, la riviera romagnola è stata sicuramente la sua vera incubatrice a livello artistico.

La prima esperienza come disc jockey a metà degli anni Settanta al New Jimmy’s di Riccione, per poi approdare poco più che maggiorenne alla Baia degli Angeli di Gabicce, dj resident per tre fantastici anni.

Troppi i locali in cui il genio e la sregolatezza che lo contraddistinguevano in console hanno segnato la storia, ma tra questi impossibile non citare club come Thriller, Much More, Typhoon, Goody Goody, Vinavil, Chicago.

Quasi mezzo secolo di carriera che grazie a tante fotografie messe a disposizione dalla famiglia, in particolare dalla moglie Rita Calderoni, potrà essere rivisto, ricordato e anche riascoltato, grazie ai mixati ritrovati nelle cassettine che Rispoli registrava quando si esibiva.

La mostra si divide principalmente in tre filoni tematici: la figura del dj, quindi l’arte dietro la console, le notti nei club leggendari e la comunità che ruotava intorno alla musica; la carriera discografica, dagli esordi più sperimentali ai progetti internazionali; lo studio di registrazione, cuore pulsante della sua ricerca musicale, il laboratorio intimo nella sua abitazione di Boncellino, piccola frazione di Bagnacavallo, dove tutto purtroppo è finito.

In realtà ciò che Claudio Mozart Rispoli ha lasciato è comunque tantissimo, ricordi e stimoli che si potranno intercettare in questa prima esposizione.

La mostra, che sarà inaugurata alle 19 di venerdì prossimo 10 aprile, è a ingresso libero e rimarrà aperta il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, il giovedì e il venerdì dalle 15.30 alle 18.30.

Dopo l’inaugurazione di venerdì 10 – un viaggio visivo nell’arte e nello stile di un’icona assoluta della club culture – prenderà vita una house club night dal titolo “Can we live?”. La serata entrerà nel vivo con un viaggio sonoro dai classici intramontabili della house music fino alle sonorità dei giorni nostri. Dj: Acid Baffo, Giacomo Donati, Gianni Manna. Ingresso gratuito.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui