Alcuni scatti fotografici alle Tre Cime di Lavaredo illuminate dalla luce della luna piena. Poi un malore improvviso, durante la discesa in motoslitta sulle Dolomiti, gli è stato fatale. È morto così Stefano Verlicchi, 65 anni, residente a Lugo, colto da un probabile arresto cardiaco mentre si trovava con un amico del posto lungo la strada che dal rifugio Auronzo, a quota 2.333, scende verso Misurina. L’allarme è scattato attorno alle 19.15 di domenica, quando la Centrale operativa del Suem 118 è stata contattata dall’uomo che era con lui.
I due stavano rientrando in motoslitta quando, all’altezza del secondo tornante, il conducente si è accorto che Verlicchi, seduto dietro, era improvvisamente caduto a terra senza una causa apparente. Resosi conto della gravità della situazione, l’amico ha immediatamente chiamato i soccorsi e ha iniziato le manovre di rianimazione, nel tentativo di tenerlo in vita fino all’arrivo degli aiuti.
Sul posto sono intervenuti l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano e una squadra del Soccorso alpino di Auronzo, che ha raggiunto la zona prima in fuoristrada e poi con il quad. Nonostante la rapidità dell’intervento, per il 65enne non c’è stato nulla da fare: il medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. La salma è stata quindi trasportata al campo sportivo di Auronzo e affidata alla Guardia di finanza per gli adempimenti di competenza. Al momento è a disposizione della Procura di Belluno, che dovrebbe rilasciare a breve il nulla osta per la sepoltura. L’ipotesi più probabile è quella di un infarto, ma non si esclude che il pubblico ministero possa disporre ulteriori accertamenti per chiarire con precisione le cause della morte.
Stefano Verlicchi era partito per la montagna con la moglie, il figlio e la figlia il Primo gennaio. Domenica mattina i familiari erano rientrati a casa. Lui invece aveva deciso di trattenersi un giorno in più, approfittando della giornata per fotografare l’alba lunare, per poi tornare ieri mattina. Avrebbe compiuto 66 anni il prossimo 25 febbraio.
La notizia della sua morte ha sconvolto i cari e molti amici lughesi. Verlicchi aveva anche un fratello oltre alla madre anziana. Era andato in pensione anni fa, dopo avere esercitato la professione di artigiano edile, gestendo anche l’azienda di prefabbricati insieme al fratello.
Grandissimo amico dei fratelli Gianni e Paolo Parmiani, attori teatrali lughesi, era conosciuto in particolare per l’attività di fotografo amatoriale. In città era apprezzato anche come fotografo amatore: curava il profilo social @verlicchis e collaborava in occasione di eventi cittadini come la Contesa Estense. Ma soprattutto aveva fondato “Il Circolino”, gruppo fotografico lughese che riuniva appassionati dell’obiettivo.
La montagna e la fotografia erano fra le sue più grandi passioni che lo portavano a frequenti trasferte in quota, come quella organizzata domenica ai piedi delle Tre Cime.
I funerali si svolgeranno a Lugo, città nella quale è nato e sempre vissuto.