Lugo, “sono malata e piena di debiti”: raggira per anni un anziano, sotto sequestro un appartamento e un conto corrente

Lugo
  • 25 luglio 2026

Circostanze create ad hoc, finte malattie, presunti ricoveri e perfino l’invenzione di un arresto imminente per debiti non saldati. Un repertorio di pretesti architettato, secondo le accuse, per stringere sempre più la presa su un anziano di Lugo e prosciugarne il patrimonio. Una vicenda finita al centro dell’indagine condotta dal Commissariato di Polizia di Lugo e coordinata dalla Sostituta Procuratrice della Repubblica di Ravenna, Francesca Buganè Pedretti.

Al termine di una attività investigativa durata quasi due anni, le forze dell’ordine hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Ravenna: sotto sigillo sono finiti un’abitazione a Lugo e un conto corrente, entrambi intestati a una donna di origine albanese, ora indagata per truffa aggravata e circonvenzione di incapace. Un raggiro che si stimerebbe nell’ordine di centinaia di migliaia di euro.

Il campanello d’allarme in Tribunale

La scintilla che ha dato il via all’inchiesta risale al 2024, durante un’udienza civile davanti al Tribunale ravennate per la valutazione di un’amministrazione di sostegno nei confronti dell’anziano lughese. In quella sede, il Giudice aveva notato vistose anomalie sia nella gestione dell’ingente patrimonio dell’uomo, sia nel suo stesso atteggiamento. Da lì la segnalazione in Procura e l’apertura di un fascicolo, inizialmente a carico di ignoti, delegato per gli accertamenti alla Polizia Giudiziaria del Commissariato di Lugo.

L’incrocio di testimonianze e una meticolosa analisi dei documenti finanziari hanno fatto emergere un quadro ben preciso: il pensionato sarebbe stato indotto nel tempo a versare somme ingenti di denaro e persino ad acquistare un immobile a favore della sola donna poi finita nei guai.

I manoscritti dopo la scomparsa

Nel corso delle indagini, nel 2025, l’anziano è deceduto per cause naturali. Un passaggio doloroso che ha però aperto una nuova traccia: durante i sopralluoghi nella sua abitazione sono stati rinvenuti manoscritti e ulteriori carteggi che hanno fornito conferme sostanziali alle tesi degli inquirenti.

Secondo la ricostruzione di Polizia e Procura, la donna avrebbe fatto leva sull’emotività della vittima mettendo in scena uno scenario di continue emergenze personali: finte malattie, degenze ospedaliere, una fantomatica rapina subita, situazioni di estrema indigenza e debiti con il rischio del carcere. Un pressing psicologico mirato a ingenerare nell’uomo un costante bisogno di intervenire ed elargire denaro. Per congelare i beni ritenuti frutto diretto della presunta condotta illecita, la Procura ha quindi richiesto ed ottenuto il sequestro preventivo dell’immobile e del conto corrente. Gli inquirenti sospettano peraltro che le dazioni accertate costituiscano solo una parte di quanto effettivamente ceduto negli anni.

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