Lugo, sicurezza, Fratelli d’Italia: «Revocare i sussidi sociali alle famiglie di minori autori di reati»

Lugo

Tempi duri per i genitori di quei minorenni che con accentuata spavalderia sembrano sfidarsi per ottenere la leadership in episodi di vandalismo e microcriminalità, sia in solitaria che raggruppandosi in baby gang. Per queste famiglie infatti potrebbe essere sospeso o revocato qualsiasi contributo economico elargito dall’Amministrazione comunale. È questa la proposta per cui il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Lugo ha presentato un’interrogazione in Rocca.

«È applicabile anche nella nostra città e nel territorio della Bassa Romagna la misura proposta dal sindaco di Legnago per revocare i sussidi sociali alle famiglie di minori autori di reati che rifiutano di collaborare con le istituzioni?». Questo è il quesito arrivato sulla scrivania della sindaca Elena Zannoni al fine di verificare se i regolamenti vigenti consentano di introdurre una stretta nell’erogazione degli aiuti pubblici. Il copyright dell’iniziativa è certamente del sindaco veneto Paolo Longhi, anch’egli meloniano, che pochi giorni fa ha spiegato i motivi che lo hanno indotto a pensare questa misura anti-maranza, senza distinzione di alcun tipo, per italiani e stranieri.

A norma di legge infatti è possibile regolamentare i contributi e il primo cittadino non ha fatto altro che immaginare di disciplinare delle regole di condotta: «Se tuo figlio o figlia ha compiuto misfatti di un certo tenore e tu ne sei il responsabile genitoriale – ha spiegato sui giornali Paolo Longhi - sarai chiamato dagli assistenti sociali a un percorso di collaborazione perché rientri sulla retta via. Non lo fai, non partecipi agli incontri, non dai segnali di volerti impegnare? Io ti sospendo o ti tolgo il contributo. Insomma, devi dimostrare la tua collaborazione negli interventi educativi che noi proponiamo. Cosa che vale non solo per i genitori dei “maranza”, ma per tutti».

Peraltro, l’auspicio del primo cittadino era che altri sindaci iniziassero a ragionare su provvedimenti analoghi volti a contrastare l’escalation di episodi disdicevoli inversamente proporzionale alla giovane età dei protagonisti.

Un fenomeno che, soprattutto negli ultimi tempi, ha visto anche la città di Lugo diventare vittima più o meno inconsapevole: dalle scuole alle piazze, passando per la stazione e l’euforia dei Mondiali, fino ad arrivare a varcare l’ingresso di una chiesa in segno di sfregio.

Il danneggiamento e il furto commesso alla Collegiata il mese scorso - per i quali sono stati denunciati cinque under 15, in maggioranza di origini straniere tra cui due ragazze, sembra fotografare perfettamente il disinteresse dei genitori nel cercare di far capire ai propri figli la gravità dei loro errori. Nonostante l’appello del parroco don Leonardo Poli, disposto a ritirare la querela e sorvolare sul risarcimento degli oltre 2mila euro di danni a fronte di un incontro, nessuna delle cinque famiglie ha contattato il sacerdote per un dialogo riparatore, che probabilmente gli avrebbe fatto risparmiare anche dei quattrini.

«L’obiettivo della nostra proposta non è colpire chi si trova in stato di reale fragilità – spiega Gian Marco Grandi, coordinatore di FdI Bassa Romagna - bensì verificare se ci siano i presupposti per applicare anche qui una misura di responsabilità: se di fronte agli errori dei figli i genitori rifiutano di fare la propria parte, è legittimo mettere in discussione l’eventuale sostegno economico che ricevono. Vogliamo sollecitare la giunta su due fronti: avviare un’analisi conoscitiva sugli eventuali sussidi e contributi sociali attualmente erogati sul territorio e valutare la possibilità di introdurre misure restrittive nei regolamenti socio-assistenziali dell’Unione dei Comuni».

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