A distanza di quasi tre anni dall’ultima rassegna cinematografica cittadina, pensata per le famiglie da Davide Solaroli e organizzata al teatro San Rocco, torna la polemica sulla mancanza di un cinema a Lugo.
A ricordarne un glorioso passato rimane solo quell’insegna un po’ vintage del cinema Giardino per la quale il Comune fino adesso ha preteso una tassa, salvo poi ipotizzare un auspicabile ripensamento dopo le proteste della proprietà del locale che ne vorrebbe tenere vivo il ricordo.
Adesso invece è l’associazione Eco ad accendere i riflettori sul problema e lanciare un appello alla Rocca.
«Speriamo sia l’ultimo inverno senza un cinema – rimarca Eco – altrimenti Lugo continuerà ad essere un deserto serale di socialità e cultura. In passato in città c’erano ben cinque sale e una forte tradizione di cinema d’essai, e non è il pubblico a mancare, come prova il successo della stagione estiva».
Questa la premessa, al netto del fatto che il clima estivo e la sua particolare cornice non rappresentano sempre un trend capace di reggere la concorrenza.
«Una città senza cinema è priva di una componente essenziale della cultura – sottolinea l’associazione – e qualche meritoria presentazione di libri e altrettante mostre non bastano a qualificarne il livello. Meno cultura significa per la città anche meno socialità e meno sicurezza. Come associazione abbiamo contribuito negli anni passati a tener vivo il cinema a Lugo in momenti di forte crisi e ora serve una proposta concreta e continua».
In realtà una location per la proiezione delle pellicole ci sarebbe, anzi ci sarà, e sarà parte integrante del nuovo Auditorium, la cui realizzazione però sembra essere andata anche oltre al “secondo tempo”.
«Lugo avrà una sala per proiezioni cinematografiche all’Auditorium – conferma l’assessore alla Cultura Gianmarco Rossato - una sala attrezzata e operativa. Al momento non abbiamo una data precisa per l’inaugurazione ma stiamo lavorando per avere una programmazione a partire dall’autunno, anche eventualmente con capienza limitata. Ancora non abbiamo definito chi si occuperà della programmazione ma c’è interesse da parte degli operatori attivi nel nostro territorio».
Molte delle critiche insistono sul passato recente, quello che intersecandosi col presente ha di fatto lasciato la città senza una sala ad hoc, al contrario di alcune realtà limitrofe.
Vero è, giusto ricordarlo, che vedere le prime visioni nelle piccole realtà è un’utopia, così come però è altrettanto vero che rassegne un po’ più di nicchia o dedicate alle famiglie potrebbero essere sostenibili. Nell’attesa dell’Auditorium, qualcuno si accontenterebbe della sala del Tondo, in realtà ben lontana dal somigliare a un cinema, mentre il collaudato teatro San Rocco non è più nemmeno ipotizzabile in seguito agli ingenti danni dell’alluvione.
E allora, ben sapendo che qualcuno tra gli elitari potrebbe vederlo come un affronto, perché non pensare a qualcosa di raffinato nel contesto più prestigioso di Lugo, il Teatro Rossini. Un’idea che magari potrebbe piacere anche ai candidati per l’imminente direzione del Rossini e ancora di più a chi vorrebbe viverlo maggiormente quel luogo pensato per tutta la città.
«Pensare il cinema nel teatro non è possibile – sentenzia Rossato - questo perché spesso è impegnato dalla stagione teatrale e inoltre è una struttura non pensata per il cinema. L’Auditorium lo sarà. Il nostro intento è anche quello di testare l’interesse reale dei cittadini lughesi verso il cinema. Una risposta importante della cittadinanza verso le rassegne e le proiezioni che verranno realizzate in quel nuovo spazio potrebbe indurre investitori privati a realizzare una struttura dedicata che sarebbe la vera risposta all’esigenza posta da molti».