Lugo, open day agli scavi archeologici del castello di Zagonara

Lugo
  • 15 ottobre 2026

Si apre una nuova campagna di indagini archeologiche nel sito del castello di Zagonara. Nel pomeriggio di oggi, alle 17, è in programma un nuovo open day sul luogo degli scavi archeologici, organizzato dal Comune, dall’Università di Bologna e il Comitato per i beni culturali di Lugo. L’open day, a ingresso libero e gratuito, prevede una visita agli scavi e la presentazione dei risultati delle ricerche. A seguire, sarà offerto un aperitivo ai presenti. L’area degli scavi è in via Zagonara, all’altezza dei civici 14 e 15.

Lo scavo, coordinato dal prof. Marco Cavalazzi e diretto dal prof. Andrea Augenti - entrambi del dipartimento di Storia, culture e civiltà dell’Università di Bologna -, è iniziato nel 2017 e da allora, ogni anno, è stata condotta una campagna archeologica alla scoperta del sito del castello, portando nel tempo più di 200 archeologi a lavorare a questi scavi.

L’indagine di quest’anno, la decima campagna di ricerca, è iniziata a settembre e si concluderà nel mese di ottobre. Le ricerche stanno facendo emergere nuove informazioni sull’insediamento medievale, in particolare sulle sue abitazioni, contribuendo a ricostruire una storia che affonda le radici nel cuore del Medioevo, uno dei periodi meno conosciuti della storia del territorio ravennate. Le abitazioni emerse dalla campagna di quest’anno risalgono al XIV secolo e completano le indagini condotte gli anni scorsi.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di ricerca e valorizzazione del sito, che di recente ha visto l’organizzazione di un convegno nazionale sulla battaglia di Zagonara e sulle ricerche archeologiche sulla Romagna medievale, promosso nell’ottobre 2024 dall’Università di Bologna, dal Centro di studi sulla Romandiola nord occidentale e dalla biblioteca Trisi di Lugo. A questo appuntamento ha fatto seguito, tra febbraio e marzo 2026, una mostra dedicata agli scavi del Castello di Zagonara.

Le indagini archeologiche sono rese possibili grazie al sostegno economico del Comune di Lugo e dell’Università di Bologna, oltre che alla preziosa disponibilità della famiglia Ricci, proprietaria del terreno su cui si trova il sito archeologico, che, anno dopo anno, consente lo svolgimento delle attività di ricerca.

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