Quello appena trascorso, essendoci eventi pubblici durante i quali quelle norme si applicano diversamente, non è stato un vero weekend di prova per la nuova ordinanza estiva che limita il consumo di alcolici e l’utilizzo di bottiglie di vetro in alcune zone di Lugo. Gli esagitati seriali presenti in piazza probabilmente non sapevano del bonus, ma alcuni erano già provvisti di contenitori di plastica e borracce per cercare di aggirare divieti e sanzioni. A raccontarlo sono gli stessi titolari dei locali che operano tra Pavaglione e piazza: tutti concordi nel dire che qualsiasi nuova restrizione mirata a scoraggiare episodi violenti possa solo far bene, ma serve anche altro.
«È necessaria la presenza attiva delle forze dell’ordine durante le ore più calde, che non sono quelle del meteo – spiega Dennis Guerrini, titolare del bar Jolly, quello da cui uno del raid di lunedì scorso ha preso una sedia per spaccarla in testa ai rivali -. Almeno dalle 21 alle 3, alcune decine di minuti ogni ora, a random, sempre con i lampeggianti accesi e magari chiedendo con noi se ci sono state situazioni a rischio. E l’Amministrazione comunale deve interagire».
Gli esercenti lamentano lo scarso potere che hanno per allontanare scalmanati e recidivi, soprattutto ventenni magrebini dai quali spesso vengono ingiuriati, potendosi limitare a tenui inviti o segnalazioni alle forze dell’ordine. La settimana scorsa, addirittura, il titolare del Fata Roba Bistrot e un suo dipendente sono stati picchiati, anche con un tirapugni, da quattro ragazzi rimproverati per aver tirato via tavoli e sedie all’esterno del locale del Pavaglione.
«Per tutta questa gente serve subito il daspo che vieta l’ingresso nei locali pubblici e nelle adiacenze – rimarca il titolare del Jolly – e quei soliti noti devono sapere a cosa vanno incontro, altrimenti ogni teppismo diventa un’impresa di cui potersi vantare con i più giovani che quindi domani ambiranno a superarli. E nessuno mi può accusare di essere razzista: l’80% delle mie dipendenti è di origini straniere. Però siamo arrivati al punto che la donna delle pulizie deve farsi accompagnare dal marito perché ha paura di girare la piazza da sola col buio». A tal proposito, in tanti si domandano perché proprio l’icona della piazza sia la più oscurata. Sotto i riflettori – l’auspicio è che lo diventi davvero - il monumento di Baracca, che illuminato renderebbe più invitante e sicura l’intera area.
Paradossi e tensioni che purtroppo hanno costretto il titolare del Jolly a un altro provvedimento: «Non farò più vedere le partite del Marocco sul maxischermo – spiega Guerrini riferendosi ai Mondiali – perché nelle prime tre proiettate in piazza, per i miei clienti ai tavoli ma che potevano guardare tutti all’esterno, ci sono sempre stati dei disordini provocati da ragazzi marocchini visibilmente ubriachi e agitati che disturbavano la clientela».
«Certamente serve un maggior controllo – conferma Giovanni Pezzi, titolare della birreria Lug – perché la presenza di polizia e carabinieri funge da deterrente oltre che pronto intervento. Noi facciamo rispettare le regole alla nostra clientela, ma per chi gira fuori abbiamo le mani legate».