Alcune esternazioni della sindaca di Lugo Elena Zannoni in riferimento all’esasperazione dei titolari delle attività, sempre più spesso vittime di episodi di violenza e vandalismo, sembrano aver irritato l’intera categoria. Certamente i gestori danneggiati, ma anche i colleghi, consci del fatto che continuando così i prossimi a dover fare i conti con l’esagitato di turno potrebbero essere loro.
Per la prima cittadina, secondo quanto avrebbe risposto a chi aveva chiesto delucidazioni lunedì sera durante un incontro sulla sicurezza convocato dall’Unione, «i commercianti possono impedire l’accesso a clienti violenti, evitare prezzi bassi e modificare gli orari di chiusura», sottolineando che la maggior parte dei pubblici esercizi ha la possibilità di evitare una certa frequentazione.
A onor del vero, chi in passato si è permesso di vietare l’ingresso a qualcuno - bar o discoteca che sia - si è visto minacciare di essere denunciato per discriminazione razziale. Peraltro, lo dice la cronaca recente, da Lugo a Lavezzola passando per Massa Lombarda, la quasi totalità degli episodi denunciati, tra cui un paio di arresti, riguardano stranieri o cittadini di origini nordafricane, talvolta molto giovani e recidivi.
«L’ultimo episodio è eloquente – dichiara Luca Massaccesi, direttore di Confcommercio Lugo, esprimendo solidarietà a gestori e dipendenti dei fatti dell’ultimo mese-: il gestore ha rifiutato di servire una persona già ubriaca e ha chiesto l’intervento del 112, subendo minacce e gravi danni. È la dimostrazione che gli esercenti stanno facendo la loro parte: rispettano i divieti di somministrazione e segnalano le situazioni di pericolo. Non si può però pretendere che, privi di poteri di polizia, impediscano materialmente l’accesso di persone che hanno mostrato atteggiamenti violenti o ne contrastino le aggressioni. Né modificare prezzi e orari può costituire, di per sé, una risposta a questi episodi».
Peraltro, se davvero gli esercenti potessero decidere chi entra e chi no in base al tasso di rischio, la modalità “door selector” potrebbe essere adottata anche dai supermercati, dove dai frequentissimi furti - tra chi li ammette e chi meno - talvolta purtroppo si è passati anche alle aggressioni violente, come è accaduto lunedì scorso alla cassiera presa a sputi in faccia da un marocchino ubriaco successivamente arrestato dai carabinieri.
Esercenti e loro rappresentanti sono tutti concordi nelle richieste alle istituzioni: «Un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine nelle zone e nelle fasce orarie più critiche – esige Massaccesi -. Accogliamo favorevolmente i servizi annunciati per Halloween, ma occorre un presidio continuativo. Chiediamo inoltre di valutare concretamente, a Lugo e negli altri centri della Bassa Romagna, l’applicazione dei Daspo, urbano e cosiddetto Willy, nei confronti dei responsabili di gravi condotte o recidivi. È su quei comportamenti che occorre intervenire, senza far ricadere il problema su chi lavora rispettando le regole».
Tuttavia, non bastano le critiche: «Abbiamo già proposto percorsi di formazione specifici per titolari e personale – ricorda il direttore di Confcommercio Lugo - con il contributo di rappresentanti qualificati delle forze dell’ordine. Servirebbero a migliorare ancora di più il riconoscimento delle situazioni a rischio, gestirle senza esporsi a pericoli e migliorare la tempestività delle segnalazioni. La collaborazione con le istituzioni è indispensabile, purché resti chiaro il ruolo di ciascuno: la sicurezza dei cittadini e delle imprese è una responsabilità pubblica».