Le gesta dell’uomo mascherato col piccone che scruta le sue potenziali vittime continuano a minare la quiete in città. Qualcuno l’ha presa sul ridere ma per altri è scattata una sorta di fobia: c’è davvero un pazzo furioso col volto mascherato intento a rincorrere le persone a Lugo armato di un piccone oppure l’episodio di venerdì sera al parco delle Lavandaie è una bravata di pessimo gusto messa in atto da un giovane incosciente?
È questo il dilemma che da un paio di giorni suscita timori e altrettante polemiche tra chi abita in città, memori del piromane seriale che seminò panico e cenere due anni fa e di qualche altro esagitato che con arnesi molto simili a dei picconi aveva sfasciato delle autovetture.
Non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte a un losco personaggio all’apparenza appena uscito dal set di una pellicola horror. Esattamente quello che, come è verosimile credere e ha fatto notare il Corriere Romagna ieri, il soggetto ha cercato di fare emulando il protagonista della saga horror statunitense “Venerdì 13”, il pluriomicida Jason, scegliendo proprio quella particolare data per dare spettacolo.
E adesso vien da pensare che, se questo fosse davvero il motivo, non ci avesse già provato a febbraio, potendo godere di un altro casuale venerdì 13 sul calendario. Tuttavia, il mese scorso non sembrano essere arrivate segnalazioni alle forze dell’ordine.
Sono aumentati invece tra sabato e ieri i ricordi di quegli avvistamenti, sia nel parco delle Lavandaie dove l’uomo avrebbe terrorizzato le due mamme e i piccoli figli, che lungo alcune strade in cui quella sagoma è stata vista camminare. A immortalare quell’andatura ci hanno pensato alcuni impianti di videosorveglianza dei residenti, i cui filmati sono già stati acquisiti e visionati dagli agenti del Commissariato di Lugo, subito intervenuti al parco in soccorso delle donne terrorizzate.
«Credo e auspico che non siamo in presenza di un maniaco assassino in città – commenta la sindaca di Lugo Elena Zannoni ipotizzando che sia davvero una goffa rappresentazione del protagonista di “Venerdì 13” - però siamo in presenza di una persona che non si è resa conto di aver fatto una bravata molto grave, soprattutto perché non ha scelto una festa tra amici ma un parco pubblico dove c’erano mamme e bambini. Limitare la libertà di altre persone di potersi godere in pace quegli spazi e spaventarle è gravissimo. Dunque che sia a no la bravata di un ragazzo, chiunque sia stato va messo davanti alle proprie responsabilità».
Sicuramente un procurato allarme, ammesso che sia normale girare con un pericoloso piccone tra le mani senza dover scavare nessun buco nel terreno.
Nella mattinata di oggi comunque verranno sporte le prime denunce.
L’auspicio di tutti, in primis per i lughesi coinvolti, è che l’uomo venga identificato e chiarisca i motivi di quella sceneggiata, sempre che non si tratti invece di un tentativo fallito di fare davvero del male o intimorire qualcuno.
E soprattutto che quanto accaduto sia da monito per lui o altri emulatori, e che non venga in mente a nessuno di riproporlo per la festa di Halloween o il prossimo novembre, mese in cui un altro venerdì 13 è impresso nel calendario.