Lugo, caro energia: dai commercianti un apello ai Comuni

Lugo

«Stiamo purtroppo attraversando l’ennesimo periodo di difficoltà dovuto alla pandemia e purtroppo si sono aggiunte la guerra ed il caro energia». In questo modo Giancarlo Melandri, direttore della Confesercenti lughese, analizza questo periodo in cui la dinamica lughese presenta gli stessi caratteri delineati nel resto del Paese: incertezza ,paura, e chiusura.

Confesercenti

Per l’esponente di Confesercenti le locali piccole imprese, compresi i commercianti ambulanti, fanno molta fatica ad orientarsi in questo scenario, sia nei paesi sia nelle frazioni, «se poi aggiungiamo la capacità molto ridotta di spesa delle famiglie, ben comprendiamo il perché in questa fase ci sono maxi problemi legati ai conflitti fra stati con ripercussioni negative sui nostri comuni, quali la possibilità di rendere meno pesanti le spese del caro energia (noi, abbiamo a disposizione dei nostri associati il nostro consorzio gas e luce)». Da aggiungere per chi è in affitto, il maggior onere del relativo canone, la difficoltà diffusa per la nuova organizzazione di raccolta rifiuti e la fine (al 31 marzo scorso) dellle occupazioni agevolate per coloro che occupano il suolo pubblico (pubblici esercizi ed ambulanti). «Su questi temi –conclude Melandri – abbiamo chiesto intervento alle amministrazioni comunali per mettere in condizioni le persone siano essi consumatori o imprenditori, di desiderare ancora di incontrarsi, tramite eventi o sagre. Il tempo è tiranno, non abbiamo molto tempo a disposizione, diversamente i prossimi mesi saremo costretti a parlare di altro».

Ascom

Per l’Ascom tutto il comparto del commercio extra alimentare è tuttora in grave sofferenza e, nonostante qualche segnale di ripartenza nel 2021, si è ancora ben lontani dall’aver recuperato rispetto al periodo pre-covid. «Anzi – precisa Luca Massaccesi, direttore dell’Ascom-Lugo – in questo inizio 2022 la difficoltà dell’intero settore si è riacutizzata, a seguito di una sorta di quarantena commerciale. In questo contesto, il calo delle vendite è stato significativo a gennaio scorso, se rapportato a gennaio 2021 e a febbraio si è ulteriormente accentuato con flessioni misurabili con percentuali a due cifre. La sofferenza delle vendite è stata alimentata sia delle misure restrittive sul fronte della esigenza della tutela della salute, sia dalle difficoltà delle famiglie penalizzate dalla fiammata dei costi di luce e gas, sia da una scarsa predisposizione agli acquisti conseguenza dei timori per la situazione internazionale». A fronte dell’esiguità di risorse, scaturite dal Decreto Ter sostegni, e l’estrema selettività dell’ intervento (ne beneficia il commercio al dettaglio con fatturato fino a 2 milioni di euro nel 2019, con perdita pari al 30% rispetto al 2021) Massaccesi aggiunge: «Ci si attende che oltre ai provvedimenti nazionali anche le amministrazioni locali perseguano la medesima linea, con interventi volti ad attenuare una situazione di difficoltà perdurante».

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