La forte e costante crescita dei prezzi dei carburanti registrata nel corso delle ultime settimane, da quando lo scorso 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno dato avvio alla guerra in Iran, sta generando grande preoccupazione anche nel settore del trasporto pubblico locale e dei servizi di trasporto scolastico. Un aumento, proseguito nonostante il taglio delle accise e la proroga dello stesso provvedimento, che rischia di mettere sotto pressione i bilanci delle imprese del comparto, già programmati su costi dell’energia molto diversi da quelli attuali.
Secondo i dati nazionali, diffusi recentemente anche dal ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il prezzo del gasolio e della benzina ha registrato incrementi significativi: rispetto ad appena tre settimane fa il prezzo della benzina al litro è cresciuto circa del 4,8%, quello del gasolio addirittura è quasi a +19,4%. Un incremento legato alle tensioni internazionali e all’instabilità del mercato.
Una situazione che coinvolge direttamente anche il sistema del trasporto locale. A confermarlo è Bruno Riccipetitoni, presidente di Coerbus, consorzio che riunisce le aziende del territorio impegnate nei servizi di mobilità pubblica e scolastica.
«La situazione attuale per noi è motivo di grande preoccupazione, perché l’aumento del costo dell’energia e dei carburanti rischia di mettere in seria difficoltà un settore che garantisce servizi essenziali per i territori - afferma il presidente -. Il nostro consorzio conta 35 imprese associate, con una flotta complessiva di circa 500 mezzi e oltre 530 dipendenti. L’incertezza nella situazione geopolitica internazionale pone grandi dubbi sul futuro dell’intero settore del trasporto. Appare incomprensibile il fatto che il Governo abbia pensato a misure di aiuto per altri comparti, come il trasporto merci, il settore agricolo e ittico, attraverso strumenti quali il credito d’imposta, senza però prevedere analogo sostegno al trasporto persone. Una disparità che rischia di penalizzare un settore fondamentale per la mobilità quotidiana dei cittadini e per la tenuta sociale dei territori».
La preoccupazione riguarda non solo le imprese del comparto, ma anche le ricadute sui servizi rivolti alla collettività.
«Attraverso le imprese associate – aggiunge Davide Ranalli, direttore di Coerbus – contribuiamo in maniera significativa alla gestione del trasporto pubblico locale e del trasporto scolastico in un’area molto ampia che va dalla Bassa Romagna al Ravennate, dal territorio di Forlì e Cesena fino a quello bolognese. Una lunga serie di collegamenti fondamentali per cittadini, studenti e lavoratori. Siamo preoccupati come operatori del settore, ma anche pensando alle famiglie che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico. Il nostro auspicio è che si possano individuare velocemente strumenti e azioni concrete per sostenere le imprese che operano in un comparto ad alto fabbisogno energetico come quello dei trasporti».
Da qui l’appello alle istituzioni affinché vengano valutate misure di supporto per il settore, con l’obiettivo di garantire la continuità e la qualità dei servizi di mobilità sul territorio.