Lo scorso sabato 9 maggio, nella chiesa di San Francesco a Castel Bolognese, il vescovo di Imola, monsignor Giovanni Mosciatti, ha aperto la causa di beatificazione di Maria Novella Ravaglia in Scardovi, fondatrice della Casa d’accoglienza San Giuseppe e Santa Rita.
Nata a San Potito nel 1949, Novella Scardovi fu costretta a interrompere gli studi molto giovane, per lavorare in segheria. Trasferitasi a Castel Bolognese nei primi ’60, si è sposata, diventando poi madre di tre figli. Negli anni ’80 ha frequentato a Roma un corso al Centro Italiano di Solidarietà, lavorando poi nel centro per tossicodipendenti di San Zaccaria e co-fondando prima l’associazione Famiglie per l’Accoglienza in Emilia-Romagna e poi, nel 1990, l’associazione San Giuseppe e Santa Rita. La Casa d’accoglienza dell’associazione è stata inaugurata il 17 marzo del 1996, due mesi prima della morte, causata da un incidente stradale, di Novella Scardovi, il cui progetto è però andato avanti ed è tuttora in attività, grazie ad Adele Tellarini e ai membri del consiglio dell’associazione, che nel 2002 hanno dato vita alla Fondazione Novella Scardovi.
Nel 2022, il Comune di Lugo ha intitolato a Novella Scardovi l’area verde cittadina tra via Nervesa della Battaglia e via Tigri, nella zona di Lugo Ovest. Novella Scardovi è stata individuata tra le personalità di genere femminile più eminenti del territorio, rientrando nel quadro delle denominazioni toponomastiche della precedente amministrazione comunale.