Dopo il buio la Luce. È questo il nome che mamma Claudia aveva scelto per quella bambina nata a distanza di 7 mesi dalla scomparsa del padre, il giovane Simone Ricci Picciloni, morto nel novembre 2022 all’età di 25 anni in seguito allo schianto della sua auto a Lugo, a poche centinaia di metri da dove viveva.
A distanza di 3 anni da quel tragico incidente alla sua bimba è stato riconosciuto il cognome del babbo.
Una storia a lieto fine, ma lunga e travagliata, complicata da una burocrazia che penalizza i genitori non sposati.
«Il sogno di babbo Simone si è finalmente realizzato - commenta la mamma della bambina -. Il diritto di Luce di avere un padre è costato tanta sofferenza, tempo, burocrazia e denaro».
All’indomani del decesso del ragazzo, infatti, la compagna Claudia Mazzolani si era subito attivata per il riconoscimento della paternità.
Prima dello strazio per la perdita di quell’amore veniva infatti il futuro e la serenità dell’altro grande amore, quello condiviso e di cui il padre era stato informato solo poche settimane prima. Era stata un’ecografia incollata allo specchio del bagno a mostrare a Ricci Picciloni la figlia in arrivo.
Solo un’immagine, come purtroppo anche la figlia potrà avere di lui, adesso con l’orgoglio di sfoggiare il cognome di quel babbo che nonni, zii e amici continuano però a far vivere in lei.
Quello del riconoscimento di paternità in simili casi è un iter che però spesso diventa l’ennesima sofferenza per chi, madri e familiari in primis, già deve affrontare un tremendo lutto.
Le procedure infatti sono scrupolose - e questo è sicuramente un bene - ma non certo economiche: gli avvocati, il curatore, gli esami del Dna di tutti gli attori, le perizie, le carte e i primi documenti dei figli per arrivare alla tanto attesa sentenza del tribunale.
Ma non è finita: è con quella che inizia la seconda sfida con la burocrazia, quella in cui le mamme devono aggiornare tutti i documenti col nuovo codice fiscale, registrare gli atti e tanto altro, compreso il cambio dell’attestato di battesimo che però la madre e i familiari poche settimane fa hanno trasformato in una giornata di festa con tutti gli amici del papà, Simone Ricci Picciloni.
Poi per coincidenza, o per qualcosa di più celestiale, sul sagrato della chiesa un’insolita “luce” ha contornato le foto ricordo alla piccola ma già grande Luce.