La notizia della drammatica morte di Riccardo Maceroni e dell’anziana madre Luisella Pirazzoli, straziante quanto il ritrovamento dei corpi in avanzato stato di decomposizione, ha lasciato sgomenti tutti gli altri condomini di quella palazzina al civico 123 della centrale via Risorgimento a Lugo.
Da molti anni quell’unico figlio aveva lasciato il lavoro per accudire la donna, quasi impossibilitata a deambulare e gravata da un severo deficit cognitivo, così come era avvenuto per il padre, deceduto poco tempo fa.
Abitavano tutti in quell’appartamento al secondo ed ultimo piano, nonostante l’assenza di un ascensore o un montascale. Tuttavia, non incrociare il figlio su quelle rampe a nessuno dei vicini è parso allarmante, proprio per il consueto atteggiamento riservato e un po’ schivo dello stesso.
«Non li vedevo da parecchi giorni - racconta il dirimpettaio - però non mi sono preoccupato più di tanto, anche perché non ho mai sentito rumori insoliti o degli odori che mi potessero far pensare ad una simile tragedia. Io vivo qui da vent’anni e loro c’erano già».
Più indizi portano a ipotizzare che il decesso sia avvenuto nella seconda decade di dicembre, sicuramente dopo l’8, giornata nella quale un familiare li aveva incontrati. La buchetta della posta è ancora piena di lettere e l’ultimo messaggio del figlio ai condomini risale al 25 novembre scorso.
«Mi aveva scritto per il pagamento di alcune bollette - ricorda la donna che abita al primo piano - e da quel giorno più nulla. Il 20 dicembre invece avevo preparato tre regalini natalizi per gli altri vicini, ma al loro campanello non ha risposto nessuno. Il pacchetto quindi l’avevo lasciato davanti alla porta di casa, ma non è mai stato preso. La signora non era in grado di usare un telefono e non credo avesse nemmeno altri dispositivi di allarme. Siamo tutti senza parole, ma nessuno qui ha sentito mai nulla e potuto fare qualcosa».