Fusignano, il sogno di Mariagiulia: “Vorrei duettare con Laura Pausini”

Lugo

Sarà l’effetto di averla vista nella prima puntata del Festival di Sanremo, sarà perché entrambe sono romagnole, o forse per il ricordo ancora vivo di quella foto in cui la pop star l’accarezza con dolcezza. O, più semplicemente, sarà che i sogni l’hanno sempre aiutata ad andare avanti. Di certo, poter duettare con Laura Pausini oggi è il suo vero obiettivo; anzi, la sua speranza. Proprio come la traduzione del suo nome d’arte, “Hope”, quello con cui Mariagiulia Mondini - cantautrice 25enne di Fusignano - ogni giorno porta avanti la sua passione, che in realtà è anche una sfida e una rivincita.

Già, perché la ragazza all’età di 3 anni è rimasta paralizzata in seguito ad un incidente stradale con la madre. Le sue gambe si sono fermate, ma lei no. Difficile, a quell’età, elaborare un cambiamento così radicale, ma quello che inizialmente era un vortice di paura, lei lo ha trasformato in arte. A 5 anni inizia a cantare quasi per gioco, innamorandosi delle star Disney e sognando di calcare i loro stessi palchi.

La musica, nel tempo, le ha permesso di essere pienamente se stessa e di accettare la propria condizione, alternando il lavoro nell’azienda di famiglia al canto, con l’obiettivo di costruire una carriera solida nella musica.

La sua disabilità non è mai stata un limite, ma una forza che l’ha resa indipendente, empatica e profondamente sensibile. E oggi, a 35 anni esatti dalla storica esibizione di Pierangelo Bertoli con i Tazenda sul palco dell’Ariston, anche Hope vorrebbe esserci, con un microfono in mano. A lei, che cerca sempre di sdrammatizzare la sua condizione per renderla un surplus, “stare coi piedi per terra” va un po’ stretto. Tuttavia, si “accontenterebbe” di duettare con Laura Pausini.

«Sarebbe un sogno - conferma Mariagiulia - perché lei è l’unica cantante italiana conosciuta davvero in tutto il mondo. In alcuni dei suoi testi mi ci riconosco molto anche se io spazio su diversi generi. Pensare alla mia voce, tra le tante, in una delle sue canzoni è qualcosa che non riesco nemmeno a descrivere. Mi emoziona troppo». Per ora l’unico contatto con la Pausini risale a circa vent’anni fa, poco dopo quel terribile incidente in auto nel quale la bimba rimase paraplegica. Una giornata spensierata durante la quale la famiglia ebbe modo di avvicinare la cantante che scambiò qualche sorriso con la piccola. Il tutto immortalato da quello scatto che oggi è un altro scatto, in avanti. «Magari terminato il Festival di Sanremo...» spera sorridendo Mariagiulia. «Vorrei avere l’opportunità di realizzare il mio sogno attraverso la musica e portare speranza, inclusività e un messaggio di unione. Desidero che le mie canzoni arrivino al cuore delle persone, trasmettano amore e dimostrino che, nonostante le differenze, possiamo essere uniti. C’è ancora molta ipocrisia sull’inclusività: nel mondo dello spettacolo purtroppo la disabilità è ancora un limite, che noi però cerchiamo di superare ogni giorno con passione e dedizione».

Che è poi quello che la giovane cantautrice ha messo in pratica partecipando a numerosi concorsi e talent, tra cui Tour Music Fest, X Factor, Italia’s Got Talent, Una Voce per l’Europa e, più recentemente, il San Marino Song Contest. Al suo attivo ha 8 singoli e 2 in procinto di uscire, tutte canzoni che raccontano esperienze di vita, talvolta non facili, in pratica emozioni e vissuti trasformati in parole e melodie. Peraltro, oltre a scrivere i testi, spesso lei stessa immagina le scene dei videoclip da girare scegliendo personalmente le location, così come ama disegnare molti dei costumi che indossa. Altro che disabilità: l’abilità nel concedersi di essere protagonista dell’intero percorso artistico è un po’ il suo punto di forza. Aspettando il momento di trasformare l’ultima speranza in realtà.

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