Spacca delle bottiglie, sputa contro una donna e per non farsi mancare nulla manda all’ospedale un anziano tirandogli contro dei cartelli stradali. Ma questa volta non gli è andata bene: oltre alle due rispettive denunce, per l’uomo, un 38enne marocchino del posto noto alle forze dell’ordine, è scattato l’arresto e il trasferimento in carcere a Ravenna.
è l’ennesima giornata di ordinaria follia che da parecchi mesi ha trasformato Lavezzola in un susseguirsi di lampeggianti blu e richieste di pronto intervento. Un solo uomo capace di un’escalation di episodi che ha esasperato la nemmeno troppo piccola frazione di Conselice.
Ma questa volta l’intervento dei carabinieri potrebbe aver messo fine al loro incubo.
Anche perché quello di lunedì scorso è forse uno degli episodi più cruenti. E il protagonista sempre lo stesso: un magrebino che i residenti descrivono come perennemente ubriaco e molesto.
Sicuramente lo era quando nella tarda mattinata ha varcato l’ingresso del punto vendita Coop della piazza. Dai racconti di alcuni presenti, l’uomo avrebbe rotto alcune bottiglie di alcolici, probabilmente birre, attirando l’attenzione di una cassiera, intervenuta per capire cosa fosse successo. Nel diverbio le avrebbe sputato contro, per poi uscire sbraitando. E qui scatta la prima chiamata al 112: sul posto arriva una prima pattuglia dei carabinieri, che però non lo trova. Poco prima delle 16 il marocchino ritorna sempre lì e questa volta è un 60enne che vive nei paraggi a subire le sue provocazioni. Che purtroppo si sono trasformate in una violenta aggressione.
«Stavo per entrare al circolo adiacente al retro del supermercato - racconta il ferito dal suo letto d’ospedale - quando me lo sono trovato di fronte. Inizialmente mi ha detto dei nomi e allora io, conoscendo il soggetto e vedendo quanto era ubriaco, l’ho avvertito che avrei chiamato i carabinieri se non mi avesse lasciato in pace».
Un tono che non è piaciuto al nordafricano.
«Mi ha afferrato per il collo e ha stretto forte - prosegue il racconto - per poi darmi un pugno nello stomaco e qualche calcio. Io ero molto impaurito e stavo già male, ma poi mi ha voluto finire scagliandomi contro due pesanti cartelli stradali che ha preso dal cantiere lì vicino. Uno mi ha colpito alla testa e uno sul corpo. Intanto le mie grida di aiuto avevano attirato l’attenzione di alcune persone, che sono intervenute per difendermi. Ma me la sono vista davvero brutta».
Scatta dunque la seconda richiesta di soccorso e sul posto arrivano due pattuglie dei carabinieri e un’ambulanza del 118. Su quest’ultima verrà caricato il malmenato per poi essere accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale di Lugo.
È lui stesso a riferire che ne avrà per 20 giorni.
I militari dell’Arma invece, armandosi di tanta pazienza, riescono a caricare l’uomo su una delle auto ed accompagnarlo alla vicina caserma di Lavezzola, dove verrà tratto in arresto. Contestualmente una pattuglia del Radiomobile arriverà da Lugo per trasferirlo al Comando e successivamente in carcere a Ravenna. In quel lasso di tempo il nordafricano è tornato alla carica, aggravando la sua situazione con l’ulteriore accusa di resistenza. Ieri mattina in tribunale a Ravenna l’arresto è stato convalidato e l’uomo rimane in carcere. Proprio tre mesi fa il Corriere Romagna aveva già raccolto il disperato appello di chi vive e lavora a Lavezzola, incapaci di poter convivere con quella escalation di violenza, e altrettanto vicini ai carabinieri che vedevano quasi ogni giorno impegnati con il solito noto.