Bassa Romagna, via a nuova campagna contro la proliferazione dei piccioni

Lugo
  • 10 febbraio 2026

In un equilibrio delicato tra convivenza uomo-natura e necessità di tutela della salute pubblica, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha deciso di alzare la guardia.

È partita in questi giorni una nuova e capillare campagna di sensibilizzazione dedicata alla gestione dei piccioni in ambito urbano, un fenomeno che, se non monitorato, rischia di trasformarsi da semplice fastidio a vera e propria emergenza sanitaria ed edilizia.

Una città “troppo” accogliente

I centri urbani della Bassa Romagna sono diventati, nel tempo, l’habitat perfetto per il Columba livia var. domestica. Le ragioni sono strutturali: gli edifici storici e moderni offrono infiniti anfratti per la nidificazione; il riscaldamento globale, unito al calore sprigionato dalle abitazioni e all’illuminazione artificiale, garantisce temperature miti anche in pieno inverno, allungando i periodi di attività e riproduzione.

Tuttavia, l’abbondanza di cibo facile - spesso fornito involontariamente o deliberatamente dai cittadini - è la variabile che fa saltare ogni controllo demografico. La conseguenza? Una densità di popolazione che mette a dura prova il territorio.

I rischi: corrosione e patologie

Il problema non è solamente di carattere estetico. Sebbene il piccione sia parte integrante del paesaggio urbano, la sua presenza massiccia porta con sé criticità pesanti.

Il guano è chimicamente aggressivo. Grazie alla sua componente acida, è infatti in grado di corrodere pietra, marmo e metallo, danneggiando monumenti e facciate.

Inoltre, i nidi accumulati possono ostruire grondaie e impianti di ventilazione, causando infiltrazioni e malfunzionamenti.

Inoltre, i volatili possono essere vettori di agenti patogeni, parassiti (come le zecche del piccione) e allergeni. La polverizzazione del guano essiccato, se dispersa nell’aria, rappresenta un potenziale rischio per le vie respiratorie.

Le regole da seguire

La strategia locale si inserisce nel solco tracciato dalla Regione, che ha approvato un piano quinquennale di controllo valido fino al 31 dicembre 2027. L’obiettivo è chiaro: monitorare le colonie e ridurre la capacità portante dell’ambiente urbano.

Le linee guida prevedono interventi diretti come il censimento costante e l’installazione di sistemi di dissuasione (reti, aghi e barriere) soprattutto negli stabili non abitati, che spesso diventano “quartieri generali” per i volatili. Ma il punto cardine resta la limitazione della disponibilità alimentare: togliere il cibo significa, nel lungo periodo, stabilizzare la popolazione in modo naturale e non cruento.

Obblighi e multe per i cittadini

L’Unione dei Comuni sottolinea che la pubblica amministrazione non può agire da sola. La collaborazione di proprietari di immobili e amministratori di condominio è, per legge, essenziale. Ecco i tre pilastri comportamentali richiesti alla cittadinanza: divieto assoluto di alimentazione, è vietato somministrare cibo ai piccioni sia in piazza che nei cortili privati; manutenzione degli edifici, è obbligatorio chiudere varchi, buche pontinaie e lucernai, installando dissuasori ove necessario per impedire la sosta e la nidificazione; pulizia e sanificazione, i proprietari devono garantire la rimozione periodica degli escrementi e la sanificazione delle aree infette per preservare il decoro collettivo.

Chi ignora queste disposizioni, violando il Regolamento di Igiene e la Polizia Locale, non va incontro solo a una nota di biasimo: la sanzione amministrativa prevista è di 104 euro.

Informazioni e supporto

Per supportare la cittadinanza in questo percorso di adeguamento, l’Unione ha messo a disposizione diverse risorse. Chiunque avesse dubbi sulle tipologie di dissuasori ammessi o sulle modalità di intervento può rivolgersi all’Urp del proprio Comune o consultare la sezione dedicata sul portale istituzionale: www.labassaromagna.it.

Prevenire il disagio da piccioni non è solo una questione di decoro, ma un investimento sulla longevità del nostro patrimonio edilizio e sulla qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno. M.S.

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