Alluvione, il caso di Lugo e i ritardi del Sogesid. Il ministro Musumeci: “Le responsabilità sono dei sindaci dell’Emilia-Romagna”

Lugo
  • 17 giugno 2026

Mentre Michele De Pascale potenzia l’agenzia regionale di Protezione civile per aumentare “l’autonomia” dell’Emilia-Romagna sulla ricostruzione, il ministro Nello Musumeci difende Sogesid, una delle società statali affidatarie dei lavori al centro dell’insoddisfazione della Regione e di diversi sindaci. In realtà “l’affidamento a Sogesid delle funzioni di soggetto attuatore risponde a una precisa scelta operata dagli enti territoriali titolari o beneficiari degli interventi”, ha ricordato Musumeci ieri alla Camera rispondendo ad una interrogazione del 5 stelle Antonino Iaria. Peraltro, ha evidenziato il ministro della Protezione civile “secondo i dati aggiornati al 28 febbraio scorso dei 6.368 interventi programmati per la complessiva opera di ricostruzione post calamità, sono stati affidati alla società come soggetto attuatore soltanto il 2,1% del totale”.

Musumeci ha ricordato comunque la responsabilità dei sindaci negli affidamenti. “È stata prevista la possibilità per gli enti territoriali, titolari e beneficiari degli interventi, di riacquisire, se ne avessero fatto richiesta, la piena titolarità degli interventi o di confermare la partnership con Sogesid nella forma del soggetto attuatore o in quella della committenza ausiliaria. Ebbene, solo per 16 interventi gli enti titolari delle opere hanno optato per il recesso dell’atto di adesione alla convenzione, riassumendo la completa gestione dell’intervento, mentre per tre interventi si è optato per mantenere il supporto nella forma della centrale di committenza. Per 136 interventi si è ritenuto di confermare la partnership, affidando a Sogesid le funzioni di soggetto attuatore delle opere”.

Una risposta “molto grave”, ha ribattuto Iaria. “Lei dice - sono le sue parole - che è colpa dei Comuni che non si sono voluti prendere indietro i lavori per farli loro e li hanno lasciati a Sogesid. Come avrebbero fatto i Comuni a riprendersi in capo una progettazione con due anni di ritardo? Come avrebbero fatto i Comuni a utilizzare, tra i fondi utilizzabili, i fondi del Pnrr, riprendendo la progettazione, che non è stata fatta, con due anni di ritardo?”.

Il caso di Lugo

Solo nel comune di Lugo, esemplifica Iaria, “ad oggi sono stati presentati solo quattro progetti su dieci, di cui uno è incompleto”.

Ma il centrodestra punta il dito sulla stessa amministrazione de Pascale. “Sul post-alluvione stiamo ancora attendendo che la Regione Emilia-Romagna inizi a fare la propria parte. Le risorse ci sono, gli indirizzi della struttura commissariale ci sono, le scadenze sono chiare: quello che ancora manca sono le proposte operative della Regione, le rimodulazioni delle risorse già stanziate e l’apertura delle piattaforme necessarie per continuare a procedere con le opere di ricostruzione”, affermano le parlamentari Alice Buonguerrieri e Beatriz Colombo. La Regione, secondo le meloniane, “continua a ritardare gli atti di sua competenza creando un danno a tutti i cittadini. Non bastano conferenze stampa, dichiarazioni e all’occorrenza scaricabarile istituzionali. I territori colpiti dall’alluvione, i cittadini, le imprese e i Comuni hanno bisogno di proseguire con opere, cantieri e risposte concrete. La Regione presenti subito le liste, le rimodulazioni, apra le piattaforme e consenta di finanziare ciò che resta da finanziare senza ulteriori perdite di tempo”

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