“Sposta quell’erba”: sprangate tra contadini e 148 giorni di prognosi

A infuocare gli animi era stata, paradossalmente, un mucchio di erba tagliata e lasciata marcire. Un dispetto (o uno sfalcio ritenuto tale) che nelle campagne del Lughese aveva provocato un acceso confronto fra contadini: due fratelli da una parte, e dall’altra il proprietario del campo confinante al loro. Erano volati pugni, calci, e alla fine quello che fra i tre si era ritrovato in inferiorità numerica aveva impugnato un lungo pezzo di ferro per chiudere la faccenda. Finiti tutti a processo per rissa, ieri mattina il giudice monocratico Federica Lipovscek li ha assolti, condannando solo l’agricoltore che il 24 aprile 2018 mandò all’ospedale gli altri due a suon di sprangate. L’uomo, un 49enne difeso dall’avvocato Patrizia Patuelli, è stato riconosciuto colpevole di lesioni personali aggravate e condannato a 2 anni e mezzo. Cadute invece le accuse per i due fratelli di 66 e 62 anni, assistiti dall’avvocato Andrea Valentinotti.


Feriti con la spranga


Gli unici a riportare lesioni, d’altra parte, erano stati i due fratelli: 148 giorni di prognosi per uno, 74 per l’altro. Colpiti con un pezzo di ferro lungo 160 centimetri, erano stati feriti in più parti del corpo, tra spalle, collo, volto e nuca. Una violenza dettata da precedenti tensioni sedimentate, e rancori più volte giunti sul ponto di esplodere. Quel giorno era bastato uno sfalcio d’erba a fare degenerare la situazione. Stando a quanto ricostruito durante il processo, il 49enne avrebbe tagliato l’erba lasciandola marcire sul terreno di proprietà di uno dei due fratelli. Quest’ultimo aveva protestato andando a riconsegnare di persona lo sfalcio al vicino. Di fronte allo scontro aveva però ripiegato, andando a cercare l’aiuto del parente per fronteggiare il rivale. Ambulanza, carabinieri e denunce avevano portato tutti e tre a processo con l’accusa di rissa, per la quale ieri mattina il vice procuratore onorario Marianna Piccoli aveva chiesto pene comprese tra i 2 anni e i 2 anni e 4 mesi.

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