Lugo, sfregia la rivale con un coltello da cucina: arrestata

E’ iniziata come una discussione come tante, di quelle che possono capitare quando singole storie di vita delicate vengono a collidere sotto lo stesso tetto, in periodi di convivenza più o meno lunghi. Quel che è accaduto giovedì notte alla casa di accoglienza “Sacro Cuore” di Lugo, tuttavia, ha avuto risvolti tutt’altro che ordinari. Perché il litigio tra due donne dai trascorsi problematici, ospiti all’interno dell’istituto religioso, è finito con il soccorso in ambulanza per entrambe e l’arresto di una delle due per tentato omicidio.

E’ infatti con un coltello che Fathia Lakouif, 41enne nata in Marocco, ha cercato di mettere fine al diverbio con la rivale, una 26enne di origine nigeriana. L’ha sfregiata, provocandole ferite al volto e a una mano, che si sono rivelate guaribili con almeno 24 giorni di prognosi. E proprio le modalità dell’aggressione e i punti attinti dalla lama hanno comportato il suo arresto non appena i carabinieri della Compagnia di Lugo sono intervenuti, informando anche il sostituto procuratore di turno Antonio Vincenzo Bartolozzi.

Litigavano spesso

L’arrivo delle forze dell’ordine risale alla tarda serata di giovedì. Mancavano pochi minuti alle 23 quando dall’istituto religioso di via Emaldi 36 è stato richiesto aiuto allertando i carabinieri e il 118 alla luce delle ferite riportate dalle due donne.

Non era la prima volta che discutevano. Pare si fossero punzecchiate già in altre occasioni, rendendo necessario l’intervento delle suore che gestiscono l’accoglienza. Ma la scorsa notte l’acredine sedimentata da tempo è deflagrata dopo cena al punto che la più grande delle contendenti ha impugnato un coltello: una lama da cucina poi sequestrata dalla forze dell’ordine, con la quale ha sferrato una serie di fendenti. Almeno due sono andati a segno: uno ha colpito l’indice della mano destra della 26enne; più grave quello che ha attinto al volto la ragazza, procurandole una vistosa e profonda ferita che non solo le lascerà probabilmente il segno per sempre, ma che secondo quanto contestato in sede d’arresto le sarebbe potuto costare la vita.

Ricoverata all’ospedale di Ravenna, la giovane è stata dimessa ieri. Trasferita a sua volta al pronto soccorso in stato di arresto, la 41enne ha riportato una prognosi di una settimana, per poi essere trasferita nel carcere femminile di Forlì terminate le medicazioni. Difesa dall’avvocato Michele Lombini, attende ora l’udienza di convalida di fronte al giudice per le indagini preliminari, al quale potrà decidere di spiegare le ragioni che l’hanno spinta a un gesto ritenuto potenzialmente letale.

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