Lugo e Alfonsine. Scritte no vax. I sindaci: “Vigliacchi”

LUGO. Ancora proclami no vax, con i soliti accostamenti al nazismo e una convinzione: “i vaccini uccidono”. A denunciare il caso il sindaco di Lugo (Ravenna) Davide Ranalli, tirato in ballo dagli autori delle scritte. “Questa mattina abbiamo trovato queste scritte davanti al centro vaccinale del Tondo e sul muretto del Polo tecnico Compagnanoni”, scrive sui social il sindaco postando le foto. “Ancora una volta una manica di vigliacchi si sono nascosti dietro la vernice rossa per affermare l’accostamento tra chi sceglie di vaccinarsi e i nazisti (e prendersela con il sottoscritto)”. Pero’ Lugo “ha una forte tradizione democratica e i numeri dei vaccinati crescono ora dopo ora. Un fatto che dimostra quanto nessuno, a cominciare da questi cialtroni, sia in grado di orientare diversamente le persone. Rovinate un patrimonio pubblico di tutti per affermare un principio sbagliato”. Secondo Ranalli “c’è molta consapevolezza nelle persone e sono convinto che per ogni scritta di questo tipo ci siano mille cittadini pronti a cancellarla. Cosa che faremo ovviamente al più presto”.

Oltre alle scritte no vax di Lugo, sono apparsi messaggi analoghi anche a Taglio Corelli, nel Comune di Alfonsine. Lo rendono noto i sindaci della Bassa Romagna condannando questi ultimi episodi. “Ancora una volta ci troviamo di fronte a un gesto vigliacco e anonimo, che non fa altro che danneggiare la comunità”, afferma la presidente dell’Unione Eleonora Proni, a nome di tutti i sindaci della Bassa Romagna. “È davvero inconcepibile come di fronte a tutto quello che sta avvenendo ci siano persone che neghino l’esistenza del virus e dileggino gli sforzi che la comunità sta facendo per sconfiggere il Covid e tornare alla normalità. Come sempre, il nostro sostegno e la nostra solidarietà vanno anzitutto agli operatori che ogni giorno sono in prima linea per superare l’emergenza. Ci auguriamo che le forze dell’ordine possano identificare al più presto i responsabili di questi atti vandalici, per metterli di fronte alle loro responsabilità”. 

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