Lugo, ritrova la zia mai conosciuta grazie alle lettere del padre

L’amore dei figli può essere equiparato a quello dei nipoti? Certo che sì, e se accade può originare storie toccanti. E sembra esserlo davvero quella del cantautore Michele Fenati, 53enne di Voltana, che riordinando le stanze di casa è venuto in possesso di alcune vecchie lettere con cui si è messo alla ricerca di una “probabile” zia. «L’altro ieri ho ritrovato e conosciuto la sorella del mio defunto padre, Antonio – racconta Fenati – e dopo un po’ di commozione e ancor più incredulità le ho potuto raccontare tante cose. Abbiamo parlato tre ore, dopo 63 anni dall’ultimo incontro con suo fratello. Ora lei potrà realizzare il suo sogno: mettere un fiore sulla tomba della madre e ringraziarla per averle dato la possibilità di vivere una vita meravigliosa».

Una bella storia, in cui la tenacia ha rincorso la speranza e la voglia di rimettere in ordine quegli affetti familiari che in tempo di guerra spesso erano le vittime condannate a sopravvivere. Ora la donna vive col marito e una figlia fuori provincia. «Mio padre aveva solo 4 anni – ricorda – quando nacque sua sorella. Dopo il parto sua madre morì per una infezione e così i due bambini finirono in un orfanotrofio, perché del loro babbo si erano perse le tracce ancor prima. Pochi mesi dopo la bambina verrà adottata e si separerà per sempre dal fratello. Lei non ha mai saputo di questa storia e le leggi dell’epoca prevedevano la totale segretezza degli atti legati all’adozione, inoltre a mia zia venne cambiato nome e cognome».

Il fratello maggiore, poco più che ventenne, nel ‘58 riesce a rintracciare la sorella. Iniziano incontri di “amore fraterno commovente”, che si traducono anche in tante lettere, ma la famiglia adottiva interviene ostacolando il riavvicinamento. «Si sono visti l’ultima volta sessant’anni fa – conclude Fenati –. Era tornata a Voltana per cercarlo, ma nei bar del paese nessuno l’aveva aiutata. Adesso, finalmente, abbiamo tante cose da raccontarci e foto da sfogliare». A.C.

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