Lugo, riorganizzazione automediche: “Stessi tempi di intervento”

Alla riunione svoltasi in Rocca del Comitato di distretto dedicato alle politiche sociosanitarie, l’Ausl ha presentato ai sindaci dell’Unione della Bassa Romagna le attuali prestazioni del sistema di soccorso preospedaliero sul territorio, alla luce delle recenti riorganizzazioni.

Sono presenti nell’ambito provinciale 14 mezzi di soccorso avanzato con infermiere a bordo. In particolare, due sono in postazione di partenza a Lugo, uno a Conselice, due a Faenza, uno a Riolo Terme, uno ad Alfonsine, uno a Russi, cinque a Ravenna (con postazioni distribuite), uno a Cervia. Il modello operativo delle ambulanze è un modello tendenzialmente statico, con ambulanze che hanno un’area predefinita di intervento in prima battuta, e un’area di backup in caso di necessità senza spostamenti intermedi.
Sono inoltre presenti due automediche h24 (dal 1 dicembre 2022 ve ne sono una con postazione di partenza da Ravenna e una da Cotignola, che durante la giornata può rimanere anche in sosta in altre località, mentre in orario serale rientra in sede) e l’elisoccorso come integrazione alla medicalizzazione.

«Ricordiamo che la riorganizzazione delle automediche nasce da una scelta politica che era necessario fare, a fronte di una carenza di medici di emergenza – ha specificato Luca Piovaccari, sindaco referente per le Politiche sociosanitarie dell’Unione –. Abbiamo quindi deciso di privilegiare la presenza dei medici in pronto soccorso, poiché appunto quello delle automediche è un servizio più dinamico e quindi più semplice da riorganizzare».

Nella provincia di Ravenna è presente un mezzo di soccorso avanzato ogni 24mila abitanti: più del doppio del minimo legale (il decreto ministeriale 70/2015 prevede un mezzo di soccorso avanzato ogni 60.000 abitanti).

«Il soccorso preospedaliero è un livello essenziale di assistenza che viene valutato tenendo in considerazione due indicatori – ha illustrato Maurizio Menarini, direttore del 118 Romagna, intervenuto al Comitato di distretto –: il tempo di soccorso (l’intervallo tra la prima risposta della centrale 118 e l’arrivo del primo mezzo di soccorso sul luogo dell’emergenza) e la copertura con mezzi di soccorso avanzato».

Per quanto riguarda il tempo di soccorso, questo per legge deve essere uguale od inferiore a 18 minuti nel 75% dei casi per i casi codificati come codice rosso (quelli di maggiore criticità presunta valutati da infermiere di centrale operativa). In Romagna il tempo di soccorso è di 15 minuti, ben al di sotto dello standard richiesto (dato migliore in Italia, mantenuto in tutta l’Emilia Romagna). La distribuzione dei mezzi di soccorso è stata mantenuta anche dopo la modifica riguardante le automediche e i tempi di soccorso non hanno subito alcun incremento anche nei primi mesi del 2023.

La copertura con mezzi di soccorso avanzato degli interventi cosiddetti “tempo-dipendenti” (ovvero condizioni che trovano beneficio di risposta se i tempi di intervento sanitario sono ridotti come l’arresto cardiaco, traumi gravi, ictus, infarto miocardico acuto, insufficienza respiratoria) è del 100% in tutta la Romagna, e quindi anche nel territorio lughese. Il primo mezzo che interviene, infatti, oltre a essere rapido, porta un infermiere che opera in modo professionale a supporto delle funzioni vitali. Solo ed esclusivamente in caso di necessità interviene il medico (con automedica o elicottero), in una fase successiva al primo soccorso.

«Occorre pertanto distinguere tra tempo di soccorso e tempo di medicalizzazione – spiega Menarini -. In ogni caso la rapidità del soccorso professionale è l’elemento prioritario per fornire un trattamento idoneo nei primi minuti dell’emergenza; e su questo si valuta il primo elemento di qualità della risposta del sistema 118: la medicalizzazione interviene in un quadro di manovre già avviate dall’equipaggio e dall’infermiere intervenuto, con il fattore temporale che assume una valenza diversa rispetto a quello del primo mezzo. Per quanto riguarda l’automedica della Bassa Romagna, il tempo di intervento medio è al di sotto dei 20 minuti dalla partenza, tempo assolutamente compatibile con le necessità del paziente che sia già gestito dall’infermiere».

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