Lugo punta su elettrico ed energie rinnovabili


«L’attuale sistema sistema energetico è inefficiente, capace di produrre una quantità notevole di Co2, dobbiamo invece indirizzarci verso l’elettrico (la cui produzione in Italia è rinnovabile al 45%) e l’eolico, coinvolgendo in questa sfida l’Unione Europea. Lo stesso criterio deve essere adottato anche nelle abitazioni e negli uffici, le batterie sulle auto permettono di percorrere circa 50mila km e dopo vanno riciclate, quindi non sono da smaltire».
È l’appello lanciato da Nicola Armaroli (chimico e dirigente di ricerca al Cnr) intervenuto l’altra sera al convegno “Presente e futuro della mobilità elettrica” organizzato dalla Cna nel Salone Estense della Rocca di Lugo nell’ambito del “Green mobility day”.
Al meeting di esperti e operatori ha fatto da contorno una mostra statica di auto, moto e biciclette elettriche allestita nei pressi della Rocca stessa.
Attraverso storie ed esperienze raccontate in prima persona dagli ospiti presenti, si è affrontato un tema importante, quello della transizione energetica.
La discussione è stata moderata dal presidente della Cna di Lugo, Nicola D’Ettorre.
«Il tema riguarda non solo il futuro, bensì anche il presente – ha detto il sindaco Davide Ranalli –. La sfida lanciata dall’associazione di categoria è finalizzata a far comprendere a tutti i vantaggi delle modalità di spostarsi nell’ambito della mobilità sostenibile, finanziata opportunamente dai fondi del Pnrr, aprendo una prospettiva appropriata anche per gli Enti Locali».

«Siamo molto interessati a questa transizione ecologica – ha rimarcato Massimo Baroncini, presidente della Cna Bassa Romagna –, cercando di approfondirne il complesso percorso».

Dopo l’intervento di Mattia Zoli, titolare di BikeLine, si è prodotta la testimonianza di Andrea Mantovani che ha raccontato la sua esperienza come pilota di moto-E: «Prestazioni incredibili e affidabilità nonostante il peso che è di circa 100 Kg in più rispetto ad una moto tradizionale».
Matteo Leoni, presidente della Cna Territoriale di Ravenna, ha ribadito il tema importante e complesso che stiamo vivendo: «È un processo di rinnovamento che deve passare innanzitutto da un sistema culturale. È un percorso già tracciato. L’intento è di farci parte attiva, governare e non subire questa transizione ecologica sfruttando tutte le occasioni che il contesto ci propone».

«Consumiamo 15 miliardi di tonnellate di petrolio, gas e carbone e immettiamo nell’aria 34 miliardi di CO2. Tutto ciò crea una coperta termica responsabile del riscaldamento globale – ha aggiunto Armaroli –. La CO2 nell’atmosfera è cresciuta del 50% dall’inizio della rivoluzione industriale. Non abbiamo più tempo, pena il disastro climatico. Bisogna tagliare drasticamente le emissioni entro il 2030. Fondamentale sarà spostare i consumi verso le elettricità e le rinnovabili come eolico e fotovoltaico. In questo scenario l’auto elettrica permette di abbattere i consumi energetici, è un sistema 100% rinnovabile e circolare».

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