Lugo, proposti i sanificatori d’aria nelle scuole

«Installare i sanificatori d’aria nelle aule scolastiche è una proposta di buonsenso». A dirlo è stato il presidente della Regione Stefano Bonaccini durante l’ultima assemblea legislativa. Sul tema si discute da molto, ma finora sembrava non poter essere soddisfatto il rapporto costo/beneficio: agli alunni delle scuole oggi non resta che aprire la finestra ogni cambio d’ora, anche in inverno.

Il consigliere comunale del gruppo misto Davide Solaroli nel gennaio scorso aveva presentato una mozione al sindaco Davide Ranalli. Il consigliere, prendendo spunto dall’iniziativa della sindaca di San Lazzaro di Savena Isabella Conti, aveva chiesto di valutare l’ipotesi di installare gli impianti purificatori in tutte le scuole, iniziando da quelle d’infanzia in cui i bambini non indossavano le mascherine. Una necessità che Solaroli, docente di professione, aveva ritenuto sicuramente utile.

In quell’occasione una sintetica nota dell’Ausl Romagna, fatta propria dall’Amministrazione comunale lughese nel respingere la proposta sul tavolo, aveva bocciato il progetto.
Quel parere tecnico vincolante era arrivato dopo che ai vertici del dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl era stata inviata, dal consigliere Solaroli, la documentazione relativa alle caratteristiche dei purificatori e ai test effettuati su di essi.
Il responso, dopo aver esaminato il carteggio, aveva messo nero su bianco l’inidoneità della proposta avanzata: «Non vi sono evidenze sufficienti per proporre da parte dell’azienda sanitaria l’installazione dei dispositivi indicati nella mozione in oggetto».
Adesso invece il governatore Stefano Bonaccini, incalzato da un consigliere regionale di Fdi che citava l’esempio delle vicine Marche, non ha respinto questa ipotesi: un’apertura che ora potrebbe avere molti risvolti.

«Apprendo con piacere le parole di Bonaccini – commenta Solaroli – in quanto avevo già richiesto all’Amministrazione comunale di impegnarsi ad installare i purificatori d’aria in tutte le sezioni. Spiace che, in quell’occasione, l’Ausl Romagna diede un parere negativo, sostenendo che non vi fossero evidenze sufficienti nonostante io avessi fornito anche la documentazione, presa dalla sindaca Isabella Conti, relativa agli studi effettuati dall’Università di Modena e Reggio Emilia e dall’Università di Padova che dimostravano la capacità di questi strumenti di abbattere fino al 99,6% di batteri, virus e Covid-19. A questo punto interpellerò l’Amministrazione comunale affinché si attivi per reperire al più presto anche fondi per dotare le scuole lughesi di tali strumenti, anche in considerazione dei moltissimi contagi che si stanno registrando nell’ultimo periodo all’interno delle nostre scuole».

«Non è mai stata una possibilità che abbiamo escluso totalmente come non lo è oggi – spiega l’assessore alla scuola di Lugo Luigi Pezzi –. Siamo aperti e in attesa di delucidazioni in merito. Se si decide di farlo, noi siamo disponibili, ben volentieri. Ovviamente il Comune di Lugo ha moltissime sezioni e quindi è un costo che eventualmente andrebbe attentamente ragionato».

«Sono favorevole a tutto ciò che è utile per contrastare il virus – risponde Enea Emiliani, sindaco con delega alla Scuola per l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna –. Bisognerebbe che fosse un ente preposto al governo dell’emergenza sanitaria a certificarne l’utilità. Nel caso fosse certificata, per i fondi le scuole spesso hanno autonomia su queste tematiche, mentre per quanto riguarda un intervento da parte dei Comuni sicuramente gioverebbero risorse aggiuntive».

«Chiaro che se si vuole andare in quella direzione servono finanziamenti ad hoc – commenta Luca Piovaccari, il sindaco con delega alla Sanità nell’Unione – che solo la Regione può mettere in campo per agevolare i Comuni. Noi da soli non abbiamo la forza».

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