Era un mercato un po’ più silenzioso quello delle ultime settimane e, soprattutto, iniziava a scarseggiare il dialetto romagnolo. Purtroppo continuerà ad esserlo, perché il mattatore di quella piazza non c’è più. Non è riuscito a vincere la battaglia più importante, quella che dal Covid l’aveva portato ad esser intubato per una grave infezione. Se n’è andato così Giuseppe Maccanti, l’ambulante 81enne che per tutti era Mastèl; proprio mercoledì, il suo giorno preferito, quello in cui tutti lo cercavano. I sui funerali si svolgeranno oggi pomeriggio alle 14.50, partendo dall’obitorio di Lugo per la chiesa Beata Vergine Del Molino. Tutto l’anno vendeva frutta e verdura ma il clou arrivava agli inizi dell’estate, quando “e savor de gombar” (il sapore del cocomero in dialetto, ndr) ti obbligava a metterti in fila al suo banco. Una delle sue peculiarità, infatti, erano quei “cocomeri strampallati” (come aveva scritto) che vendeva nel parcheggio di via Lumagni a Lugo, adiacente al vecchio palazzetto dello sport. Aveva il cassone del camion pieno, li “bussava” uno per uno e poi con quel machete dava un colpo solo e ti faceva vedere come brillavano. Alla fine erano così belli che prendevi entrambe le metà. Un personaggio così conosciuto che ieri sui social, tra centinaia di testimonianze d’affetto, è stato proposto e immediatamente rilanciato al sindaco Davide Ranalli di intitolare a Mastèl quel parcheggio. L’altra sua passione era pescare, e per questo ieri nella bara la figlia Barbara ha voluto mettere la sua canna da pesca: quella con cui, sugli argini del Pò, vinceva le sfide coi pesci più ostinati. A.C.

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