Lugo, nuovo museo diffuso su Baracca, aspettando Fiorello in tv

Tra le memorie di Francesco Baracca e l’arte di Domenico Rambelli nasce un nuovo museo diffuso, ricco di novità presentate ieri a Lugo da Anna Giulia Gallegati, assessora alla Cultura, Massimiliano Fabbri, direttore del Museo Baracca, Giulia Garuffi del servizio Istituzioni culturali e Giulia Gallamini di Ivi Adv Agency Ravenna.

Un museo ricco di novità

Un nuovo logo, un nuovo sito, una nuova mostra: “Il suo occhio infallibile nel nostro occhio. Domenico Rambelli – Massimo Pulini”, che sarà inaugurata il 10 dicembre alla 17 alla Sala Baracca della Rocca Estense, dove resterà aperta al pubblico fino all’8 gennaio.

Un museo che, aprendosi ancora di più alla comunità, vuole disegnare una mappa che congiunge i luoghi, dentro la città natale del cavaliere del cielo, come ha sottolineato Massimiliano Fabbri.

«Anche in una mappa napoleonica del 1810, e in altre successive, la cartografia del centro di Lugo ricorda la forma di un aereo. Quasi un presagio futurista e novecentesco. L’itinerario che sarà percorso nel corso dell’inaugurazione ci porterà dall’attuale sede del museo, collocato dal 1993 nella casa natale di Baracca, nell’orbita di quello strepitoso centro di gravità rappresentato dal monumento dedicato all’aviatore realizzato dallo scultore faentino Domenico Rambelli di cui ricordiamo i cinquant’anni dalla scomparsa. Un capolavoro metafisico assoluto».

La visita guidata

Ci si sposterà dal museo, dove si terrà una visita guidata, alla Sala Baracca decorata dal pittore lughese Lucio Benini con uno stile che guarda al primo Rinascimento, in un alternarsi ritmato di soli infuocati nella volta e, sulle pareti della stanza quadrata, cavallini rampanti e i nomi dei luoghi che furono scenario delle 34 vittorie dell’aviatore, al Cimitero monumentale di Lugo guidati da Mauro Antonellini e Daniele Serafini. dove, oltre alla tomba del pioniere dell’aviazione, una cappella sepolcrale progettata e decorata a mosaico dall’artista Roberto Sella con stelle che richiamano la volta di Galla Placidia, si ritrova anche un sorprendente Domenico Rambelli con un poetico intervento nella lapide funeraria del musicista Francesco Balilla Pratella.

La mostra

La storia si connetterà all’arte contemporanea nella mostra a cura di Rodolfo Gasparelli e Massimiliano Fabbri (con un testo di Giorgio Martini). Al centro, una delle magnifiche teste in bronzo di Rambelli proveniente da una collezione privata, raffigurante il fante morente, o di terra, del Monumento ai caduti di Viareggio, e un omaggio a questa scultura dell’artista Massimo Pulini che, attraverso uno sguardo speleologo e un gesto quasi magico, entra nello spazio e nella notte interna della testa e dei corpi svelandone, citando Gabriele D’Annunzio dalla sua orazione funebre per Baracca, «cuore e motore, tendini e tiranti, ossa e centine, sangue ed essenza, anima e fuoco».

Per la visita guidata al Museo Baracca e agli altri luoghi inseriti nella mappa è necessaria la prenotazione. La partecipazione alla visita guidata, così come l’ingresso alla mostra, è gratuita.

Il film

Il Museo Baracca ha anche ospitato il 5 dicembre le riprese de “I cacciatori del cielo”, il docufilm prodotto da Anele in collaborazione con Aeronautica Militare, con Rai Documentari, che la Rai manderà in onda nel prossimo mese di marzo. Beppe Fiorello, nei panni dell’eroe, ha girato alcune scene nella sala del museo dove si trova lo SPAD VII S2489, esemplare originale appartenuto alla 91ª Squadriglia Caccia comandata da Baracca.

«Non vediamo l’ora di vedere il docufilm», ha sottolinea il sindaco Davide Ranalli visitando il set insieme al responsabile di Emilia-Romagna Film Commission, Fabio Abagnato, per salutare e ringraziare Giuseppe Fiorello, il regista Mario Vitale e tutta la troupe. «In questi anni ci siamo molto impegnati per valorizzare la figura di Francesco Baracca attraverso il lavoro rigoroso portato avanti dal nostro museo. È una soddisfazione pensare che tante persone potranno conoscerlo anche attraverso questa produzione che abbiamo accolto con entusiasmo».

Nel libro Francesco Baracca. Morte di un eroe (Tipografia Faentina, 2021), Mauro Antonellini, conservatore del museo lughese, si è posto il compito di far luce sulle cause della morte il 19 giugno 1918 alle pendici del trevigiano Montello. Da oltre un secolo si dibatte su come il grande cavaliere dell’aria sia stato abbattuto. Colpito dal proiettile di fucile di un oscuro fante, abbattuto dall’equipaggio di un caccia austriaco, dalla raffica di una mitragliatrice contraerea e poi suicidatosi in volo, per non morire bruciato vivo… Antonellini invece, per la prima volta, smentendo le altre ipotesi, presenta in maniera molto circostanziata una propria ricostruzione dei fatti, basata su testimonianze storiche coeve con la raccolta e riproduzione integrale di numerosi documenti dell’epoca.

«Affascinato dal mistero che ancora la circonda – spiega – ho cercato di introdurre il lettore nel clima di quei giorni attraverso gli articoli scritti da importanti cronisti dell’epoca, come Antonio Beltramelli e Gino Piva. Oltre ad essere di pregio giornalistico, questi scritti riportano, con un trasporto emotivo straordinario, al sentimento di una Italia in guerra, incerta del proprio destino. Fatti ed emozioni, corredati nel volume da più di cento fotografie, molte delle quali inedite e altre rare, che hanno la stessa valenza e forza narrativa dei documenti. Una raccolta nata con l’intento di far capire come sorsero le tante domande che ancora gli storici si pongono a distanza di cento anni».

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