Lugo, lo strano caso dei bidoncini dei rifiuti: “Non sono assicurati e non li usiamo”

Di chi è la responsabilità se il bidoncino per la raccolta differenziata dei rifiuti di un singolo utente provoca un danno a qualcuno o qualcosa? Bella domanda, ma ancora più singolare la risposta che si è visto recapitare un signore residente in un Comune della Bassa Romagna che, come tanti si chiedono ancora, voleva un chiarimento in merito. «I bidoncini della raccolta porta a porta non sono assicurati – gli ha risposto il Servizio clienti di Hera – al contrario dei contenitori stradali e ovviamente dei mezzi operatori». Nella missiva si ricorda inoltre che «è previsto che siano esposti nella sede pubblica solo negli orari e nei giorni previsti per la raccolta». Peccato che di orari non ci sia traccia in nessun regolamento e quindi la menzione è perlomeno lacunosa.

Sta di fatto che quella risposta ha iniziato a girare un po’ ovunque, alimentando oltre alle solite polemiche anche un po’ di panico. «Da stasera non userò più i bidoncini e tornerò a mettere fuori il rusco con i sacchetti – ha postato Luca Marchiani – e se non lo caricheranno pazienza. Dalla settimana prossima bisognerebbe restituirli al gestore, firmando come quando ce li hanno consegnati».

«Finalmente arrivano le prime risposte alle nostre perplessità – commenta Lorena Zoratti, fondatrice del gruppo-comitato lughese “Raccolta differenziata sì-disagi no” –. Ora attendiamo dei chiarimenti e faremo le nostre valutazioni».

Il chiarimento di Hera

In realtà la multiutility, a cui abbiamo chiesto un chiarimento, ha ridimensionato la risposta fornita dal Servizio clienti, quasi confutandola, fornendoci una nota un po’ più dettagliata. «I contenitori per il porta a porta – chiarisce Hera – rientrano nel ciclo dell’attività di raccolta, che è coperta dalla polizza assicurativa per ogni eventuale danno causato a terzi riconducibile ad una responsabilità del gestore. La copertura non è ovviamente garantita se il cittadino e l’attività non si attengono alle istruzioni contenute nel calendario di raccolta consegnato o in caso di condotta imprudente o negligente dell’utente, che deve sempre operare in modo da garantire che i contenitori stazionino su suolo pubblico in sicurezza, senza intralci per la circolazione e per il minimo tempo necessario».

Tuttavia ora sorgono ulteriori dubbi. La dicitura «…in caso di condotta imprudente o negligente dell’utente…» non contempla l’eventualità che il vandalo di turno – e nel centro storico lughese capita spesso – tiri via o rovesci del tutto il bidone in mezzo alla strada, così come è successo col forte di vento nella serata di un paio di mesi fa, sempre che non succeda che sia l’operatore stesso a riposizionarlo in malo modo. In questo caso verrebbe contestata la negligenza dell’utente? Ancora più ambigua è la sottolineatura finale «…per il minimo tempo necessario».

Tradotto, visto che nel vademecum fornito dalla multiutility viene indicato che la raccolta parte dalle 4 di mattina, l’utente dovrebbe lasciarlo, nella migliore delle ipotesi, una mezz’oretta. Di certo nessuno si sveglierebbe nel cuore della notte, e gli uffici e i negozi generalmente non chiudono dopo le 19. Peraltro il problema del «tempo minimo per essere assicurati» riguarda anche il ritiro dei bidoni svuotati al mattino. La speranza è che nei prossimi giorni siano forniti ulteriori chiarimenti.

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