Lugo, licenziata per le foto hot posta gli audio delle colleghe: “Discriminata e presa in giro”

Nemmeno Barbara D’Urso l’altro pomeriggio è riuscita a dissipare ogni dubbio sulla querelle che da ormai una settimana sta facendo discutere e dibattere lettori e ascoltatori. La vicenda è nota, quella di Manuela Bassani, 23enne di origini colombiane residente nel Lughese, che ha scatenato un acceso dibattito sul suo presunto licenziamento per i suoi contenuti hot, foto e video, che mostra ai suoi abbonati su OnlyFans, una moderna piattaforma in cui ci si mostra in maniera molto piccante, ovviamente a pagamento. Diametralmente opposta la versione della titolare del locale, Elena, secondo cui Manuela non è stata affatto licenziata, anche perché il suo tipo di contratto era a chiamata e in vigore fino all’agosto prossimo. In merito agli scatti hot, la titolare ha precisato inoltre che «riguardano esclusivamente la sfera personale e privata della ragazza, all’interno della quale può comportarsi come meglio crede, essendo ovviamente libera di coltivare un’attività secondaria che lei stessa dice essere molto più remunerativa del lavoro da cameriera».

Ed è proprio sugli introiti della giovane che si è scatenata l’ennesima polemica: una decina di migliaia di euro al mese? «Assolutamente no – replica La_cetaceass, alias usato dalla ragazza nei suoi profili social –. Quella cifra è comparsa in maniera errata, frutto di un calcolo approssimativo». C’è anche chi, oggi ancora di più, ha pensato che la ragazza abbia voluto un po’ farsi pubblicità su questa vicenda, finendo però per ottenerne una non troppo gratificante. Come spesso accade infatti la platea di lettori si è subito divisa, tra followers ed haters, ed ogni fazione non si è certo risparmiata. Da subito in molti sembravano essere dalla parte di Manuela, ma con la dettagliata replica della ex datrice di lavoro la percezione che la vicenda potesse essere diversa era in forte ascesa.

Tuttavia l’ex cameriera, annunciando di essere l’ultima volta che parlerà di questa storia, ieri ha deciso di rendere pubbliche alcune registrazioni audio in cui presunte colleghe di lavoro confermerebbero il suo racconto. «Da queste registrazioni è inequivocabile quello che è successo – incalza – anche se non sono le parole della titolare, essendo invece un riportato. Il motivo principale, confermato da quanto si sente negli audio da parte di chi ha lavorato a stretto contatto con me, non è affatto la mia assenza da lavoro. È palese che il problema fossero i contenuti che hanno visto che trovano “dannosi”. Ho motivo di sentirmi offesa, dal momento che vengo indirettamente discriminata, presa in giro e poco considerata».

Dal canto suo la titolare, raggiunta telefonicamente in serata, ribadisce le sue ragioni sottolineando, anche lei, di non aver più tempo e voglia di parlare di questa assurda questione, dovendo pensare all’attività e a chi vi lavora. La parola fine sembra essere arrivata. Questa è la fotografia della situazione, visibile a tutti. Anche ai non abbonati.

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