Lugo, la denuncia di Milena: «Il mio cane fu avvelenato»

L’esito dell’autopsia ha confermato, purtroppo, quelli che erano i dubbi iniziali: è stato un mix di tre sostanze micidiali ad uccidere in poche decine di minuti una cagnolina di nemmeno 4 kg e altrettanti anni. Si chiamava Kora, un incrocio tra un chihuahua e un pinscher, e quel giorno la sua padrona Marisa l’aveva portata a fare un giro nel viale della stazione di Sant’Agata sul Santerno, proprio dietro all’abitazione che condividevano.

«Il referto mi è arrivato proprio poche ore dopo da quando avevo portato a casa la nuova cagnolina – racconta ancora emozionata Marisa –. Le ho dato un nome molto simile, Kira, perché mi ricorda molto Kora. A volte confondo ancora i nomi, ma lo strazio di quella mattina è ancora un ricordo fisso. Ora spero solo che non debba mai più accadere e che, anche se difficile, venga trovato il responsabile».

Pesticidi nella polpettina

Certo è che chi ha lasciato quei bocconi non voleva tenere alla larga gli animali facendoli stare male, voleva essere sicuro di ucciderli. All’interno della polpettina alla quale la sua cagnolina non ha potuto resistere c’erano due potenti topicidi, Brodifacoum e Bromadiolone, e un pesticida utilizzato in agricoltura, il Methomyl. Tutti di libera vendita e quindi utilizzabili da chiunque per confezionare esche letali.

Come confermano alcuni veterinari, infatti, l’uso di molteplici veleni rende praticamente vano qualsiasi tentativo di salvare l’animale, poiché diviene complicato riconoscerli e altrettanto inutili si rivelano i singoli antidoti. Tuttavia, nonostante abbia rischiato di non passare la nottata, il labrador di un’altra signora residente in quella zona e che aveva portato il cane nello stesso viale incriminato, è riuscito a salvarsi. Probabilmente la corsa disperata verso la clinica veterinaria e il suo provvidenziale sovrappeso, quasi una trentina di chili, non ha permesso al cocktail di veleni di agire efficacemente e in tempi così rapidi. Nella stessa giornata, peraltro, anche un terzo cane era rimasto avvelenato dopo aver ingurgitato una di quelle polpettine.

Livello di allerta alto

In seguito alle segnalazioni il livello di allerta si era molto alzato: gli agenti della Polizia locale avevano subito effettuato un sopralluogo e affisso dei cartelli precauzionali lungo il viale alberato, mentre tra il vicinato si guardava con attenzione chiunque passasse di lì negli orari più insoliti.

Nel paese si è subito puntato il dito contro “la guerra” tra i tartufai, che non si farebbero scrupoli a tenere lontani i cani dei colleghi avversari dai luoghi in cui i prodotti crescono più generosi. Tuttavia la stagione vera e propria è cominciata solo due giorni fa, giovedì 15 settembre, e l’assenza prolungata delle piogge non rendeva così proficuo quel viale. Rimane il dubbio che invece possa essere qualcuno del posto, infastidito dalle passeggiate dei padroni lungo quel viale. Tutte ipotesi che per ora rimangono tali, scongiurando che non accada mai più e che non debba mai essere un bambino a toccare quelle esche micidiali.

C’è comunque una denuncia verso ignoti che potrebbe dare un nome e un volto all’avvelenatore senza scrupoli e, di conseguenza, una condanna nelle aule di tribunale.

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