Lugo, in mostra un Baracca inedito

Gli studi e le passioni, le letture e le impressioni, tanto eroismo e un pizzico di erotismo. C’è tutto quello che non c’era mai stato.
L’asso dei cieli Francesco Baracca è stato sempre osannato per le sue imprese belliche, ma questa volta a emozionare il pubblico sarà il semplice uomo con i piedi per terra. Nella sua Lugo un po’ ci è già abituato, essendo il dominatore assoluto della piazza da quel monumento a lui dedicato. Tuttavia la sua città gli ha voluto dedicare qualcosa di più intimo.

La mostra “Ex libris – tra i quaderni e i libri di Francesco Baracca” infatti mira a ripercorrere la sua vita dal punto di vista inedito della sua biblioteca e dei suoi scritti.

L’esposizione, curata da Mauro Antonellini (conservatore del Museo Baracca) e Giulia Garuffi (servizio Cultura e Musei del Comune di Lugo), verrà inaugurata al museo Baracca sabato alle 17 e sarà visitabile fino al 31 luglio.

«Si tratta della valorizzazione del Fondo Baracca, conservato all’interno della Biblioteca Trisi, e quindi di una “bella collaborazione” tra due istituzioni del Comune di Lugo», ha sottolineato l’assessora alla Cultura Anna Giulia Gallegati. «Questa mostra – aggiungono Antonellini e Garuffi – dà spessore umano a un personaggio molto conosciuto dal punto di vista militare, ma meno sotto gli altri aspetti. Un uomo appassionato di storia dell’arte, una personalità a tutto tondo che amava dipingere e suonare».

La vita di Baracca infatti è terminata a soli 30 anni ed è stata contrassegnata da rapidi cambiamenti sia a livello personale sia nel quadro storico più ampio.

Il percorso della mostra parte dall’infanzia, quando Francesco frequentò l’Istituto dei Salesiani fino all’estate del 1900 e iniziò quel percorso scolastico che poi lo condurrà a Firenze, al collegio prima e successivamente al Liceo Classico Dante.

La realtà fiorentina offrì a Baracca pure la possibilità di immergersi in una vivace realtà culturale, con visite ai celebri musei, gallerie d’arte e numerose serate trascorse a teatro, passione che coltivò per tutta la vita. La naturale propensione verso la vita mondana venne poi frenata dal periodo di studio tra la Scuola Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Cavalleria di Pinerolo.

Tante curiosità inedite: negli ultimi esami il tema d’italiano di Baracca si classificò come il migliore del suo corso e così poté finalmente abbandonarsi alla “pazza gioia” da lui tanto agognata.

Certamente ciò che amava leggere, tra cui i grandi classici dell’Ottocento come “Guerra e pace” o “La Confessione di un figlio del secolo” ai quali si affiancano opere che rispecchiano il gusto e i mutamenti di quegli anni, hanno forgiato la prima vera corazza di Baracca, indispensabile come quella del suo aereo.

Tuttavia la passione per il cielo non era l’unica che coltivava. C’erano anche le donne, che voleva corteggiare e per farlo aveva una copiosa raccolta di modelli per la composizione di lettere d’amore. E se ci fosse riuscito di certo non avrebbe potuto fare brutta figura. Ecco allora che tra i testi che amava leggere – anche se in questo caso le immagini erano esaustive – spunta anche un’edizione francese del “Kamasutra”, il trattato sull’amore per eccellenza.

D’altronde lo stretto legame con la Francia rimase davvero fino alla fine. Non stupisce perciò ritrovare nella biblioteca di Baracca un testo come “Le sens de la mort”, romanzo ambientato in un ospedale francese all’inizio del conflitto, caratterizzato da una continua riflessione sulla coscienza e l’esistenza umana. Il libro di Bourget infatti accompagnò l’asso dei cieli durante i suoi ultimi mesi di guerra.

Tutto questo, e molto altro ancora, dà vita a una mostra in cui le parole, sia lette che scritte, raccontano un Baracca diverso, insolito e sicuramente inedito.

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