Lugo, il sindaco: “La Biennale vetrina per tante aziende”

Il taglio del nastro della Fiera Biennale è domani alle 18. Dopo quattro anni un gradito ritorno, ma anche il risultato di uno sforzo sinergico tra i tanti protagonisti. La città è pronta a scoprire le novità dei vari settori e lasciarsi stupire, ma anche a fare lo stesso con i visitatori.
Il sindaco Davide Ranalli, oltre ad amministrare la città in cui si svolge l’esposizione, detiene anche la delega alle Attività economiche e Politiche agricole nell’Unione dei Comuni. Per lui quindi una sfida e un’emozione doppia.
Sindaco, domani si inaugura la XXVIII edizione di Bassa Romagna in Fiera; è un traguardo o un punto di partenza?
«Per come abbiamo lavorato direi che è un punto di ripartenza e allo stesso tempo un traguardo rispetto alle tante difficoltà attraversate in questi anni per il Paese e per il nostro territorio. Sarà una Biennale nuova che non rinuncia alla tradizione e alla sua caratteristica più peculiare, essere vetrina di tante aziende del territorio. Ma che, allo stesso tempo, vuole sperimentare nuove forme di aggregazione con l’Agorà, dove ci confronteremo ogni giorno sulle tematiche che attraversano il nostro quotidiano come il tema dell’energia e della salute ma anche in grado di affrontare le sfide future come il disegno strategico del nostro territorio nei prossimi anni».
Quindi cosa rappresenta per il territorio la Fiera e il suo ritorno dopo quattro anni?
«Innanzitutto un ritorno alla normalità anche se l’uscita dalla pandemia è coincisa con la crisi energetica e il conflitto in Ucraina con la guerra d’invasione della Russia. Per questo la Fiera è ancora più importante, per stringersi attorno al nostro sistema territoriale fatto di cittadini, di imprese e di istituzioni che insieme lavorano per far progredire la Bassa Romagna. Allo stesso tempo la Biennale deve offrire opportunità di relazioni. Mettersi in mostra, con la consapevolezza del proprio valore, e anche essendo orgogliosi di questo territorio. Desidero ringraziare tutti coloro che si sono impegnati nell’organizzazione della Fiera, dai nostri uffici dell’Unione e del Comune di Lugo, al partner Ferrara Fiere, a tutto il tavolo delle imprese».
Come ha sottolineato anche lei adesso, prima la pandemia e ora la crisi energetica hanno messo in ginocchio molte aziende; la ricerca degli espositori è stata difficile oppure ha prevalso in loro il desiderio di superare questo particolare momento?
«Avere raggiunto la quota di 200 espositori, un dato simile all’ultima Biennale del 2018, è da una parte il termometro di una buonissima adesione, dall’altra dà il senso profondo di un sistema territoriale che non ha paura delle sfide, anche quando queste appaiono complicatissime».
E fino qui tutto bene. Qualcuno nei giorni scorsi però si è lamentato della chiusura di corso Garibaldi e della mancata comunicazione; si poteva fare meglio?
«Siamo al solito giochino che qualche associazione di categoria mette in pratica pensando che, difendendo qualche piccolo interesse e non guardando a quello generale, possa sopravvivere alla crisi della rappresentanza che li attraversa. Un giochino ormai logoro e anche abbastanza prevedibile. Le organizzazioni di categoria del commercio sono state coinvolte da quasi un anno per condividere le strategie della Fiera che, lo ricordo, porterà migliaia di persone a Lugo anche in quel tratto di strada. Se lo ricorda Matteo? La pagliuzza e la trave?».
È chiaro il concetto. Allora visto che abbiamo parlato di strade e restrizioni, la domanda è scontata: l’imminente pedonalizzazione della piazza comporterà limitazioni simili?
«Se ci limitiamo a parlare delle pedonalizzazioni che prenderanno il via dal primo ottobre, assolutamente no. Il progetto non riguarda chiusure di strade ma alcune zone del centro. Certo, il progetto della estensione delle Ztl che abbiamo in mente sarà molto più radicale. Mi fa piacere che ci sia dibattito in città su questo, come vi fu per la ciclabile di via Emaldi dove l’Amministrazione venne letteralmente insultata e oggi, invece, quel percorso viene utilizzato da molti. La differenza tra chi usa il consenso per governare e chi vorrebbe governare per avere consenso».
Questo presuppone che ci siano già altri progetti per il centro storico?
«Il centro storico in questi anni ha conosciuto una trasformazione sia architettonicamente che nell’utilizzo degli spazi. Presto avremo in centro un grande spazio espositivo e tante saranno le iniziative che andranno ad arricchire il calendario degli eventi fino ad arrivare al Natale. Godiamoci questa fiera che per noi rappresenta una sfida e la nostra città è pronta alle sfide. Sabato ne annunceremo un’altra».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui