Lugo, il centro di addestramento cani è da smantellare

«Non sappiamo ancora cosa ne sarà di noi. Siamo preoccupatissimi e non vogliamo nemmeno pensare che tutti i nostri sforzi e la nostra esperienza ventennale finiscano nel dimenticatoio». Una paura concreta quella che emerge dalle parole di Ignazio Bologna, il presidente dell’associazione di volontariato “Le Aquile”, Unità cinofile da soccorso ravennate.

Tra un mese esatto, il campo macerie di via Bonsi a Lugo in cui operano (un’area in cui, tra le altre cose, si addestrano quegli speciali cani da far intervenire nei terremoti e grandi catastrofi) dovrà essere definitivamente sgomberato dai vari container e manufatti oggetto di una disputa giudiziaria per abusi edilizi che l’Amministrazione comunale gli ha contestato.

Querelle dal 2019

Una querelle iniziata nel 2019 e che si è conclusa davanti al Tar di Bologna nel novembre scorso. Per i giudici felsinei le ragioni della Rocca sono fondate e quindi quel campo va sanato. Il primo termine per adempiere alla sentenza è stato prorogato dal Comune per agevolare le operazioni di sgombero. Nei mesi scorsi una nuova proroga, ma ora il termine è perentorio: il 24 ottobre deve essere portato via tutto ciò che non può stare all’interno di quell’area, concessa in comodato d’uso gratuito all’associazione.

«Abbiamo già cominciato a smantellare parecchie di quelle cose – spiega il presidente Ignazio Bologna – e speriamo di poter concludere entro quella data. Ma non sappiamo cosa accadrà dopo. Ci era stato detto che avrebbero regolarizzato e rinnovato il contratto di comodato, ma nessuno ci ha dato una conferma credibile, nemmeno negli ultimi incontri. Ci è stato detto che probabilmente verrà emesso un bando, ma tutto quello che c’è qui dentro l’abbiamo realizzato noi».

Insomma le Aquile sembrano voler tirare fuori gli artigli per continuare a esistere. A onor del vero il loro è tra gli unici tre campi macerie regionali, ed è quello per cui sono stati stanziati meno contributi pubblici. Il grosso del lavoro è merito dei loro volontari. Detto ciò, c’è una sentenza che va rispettata, e le proroghe sono già state concesse.

Tuttavia la questione, come era inevitabile e come lo è già stata a suo tempo, è diventata anche politica. I gruppi di minoranza, congiuntamente, hanno presentato un Ordine del giorno nel quale impegnano sindaco e giunta a mantenere fede agli impegni assunti in consiglio comunale (nello specifico alle risposte a due apposite interpellanze) oltre a sottoporre e sottoscrivere l’apposita convenzione a cui il Sindaco si era formalmente impegnato.

«Abbiamo già concesso delle proroghe al termine indicato in sentenza – replica l’Amministrazione comunale – ed ora la priorità è il rispetto di quelle disposizioni. Ci sono comunque stati dei colloqui con i vertici dell’associazione anche recentemente. Il nostro auspicio, peraltro, è che la vocazione di quel luogo rimanga tale».

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