Lugo, crepe e dossi nella piazza. Protestano i residenti

Qualcosa si muove in Piazza XIII Giugno a Lugo, ma non sono i lavori tanto promessi: è l’asfalto, che continua inesorabilmente a lievitare e creparsi, sollevando dei dossi e delle perplessità. La polemica scontenta tutti, dai residenti agli esercenti, dai passanti alla politica. Il problema riguarda il manto stradale, anzi quello che c’è sotto, perché il grosso guaio – che è anche oggetto di cause legali tra privati e Comune – pare esser l’insolito assestamento. Il gruppo consiliare “Per la buona politica”, tramite Silvano Verlicchi, da sempre tiene monitorata la situazione cercando di avere risposte dalla Rocca. Nei vari quesiti ha chiesto di conoscere la tipologia di materiale usato e gli eventuali danni ambientali connessi, le cause di questi sollevamenti, ma soprattutto se l’Amministrazione intendesse stanziare fondi adeguati per ristabilire decoro e sicurezza a quella piazza. «Da anni promettono il rifacimento – rimarca Verlicchi – per poi disattendere ciò che dicono. Quando si è votato il Dup abbiamo sottolineato l’assenza di investimenti per quei lavori; eseguirli subito per poi rivalersi sugli eventuali responsabili è l’unica soluzione».Ciò che per molti è inaccettabile è che, stante la gravità di tutte queste criticità, alle amministrazioni che si sono succedute non sia mai parso logico sanare subito il tutto per poi rivalersi economicamente contro i responsabili. L’esito della disputa giudiziaria, infatti, sembra essere ancora lontano e per nulla scontato. Zero sconti anche da chi in quegli spazi ci vive. «Ogni anno è sempre peggio – conferma la signora Maria, che abita nel condominio adiacente da 26 anni –. Guardi il dislivello tra la mia scarpa e il suolo. Nessuno fa niente e questa situazione è molto pericolosa: io sono caduta e come me molti altri, sembra il parco delle montagne russe».

Altri residenti, tuttavia, rimarcano la preoccupazione per l’assenza di provvedimenti. In alcuni punti il dislivello ha creato delle vere e proprie rampe, uno skatepark naturale. «Qualcuno tra noi – avvertono dei residenti – è intenzionato a preparare un esposto per l’inagibilità dell’intera superficie. Se non l’hanno ancora fatto è per solidarietà verso quei pochi negozi che ci sono». L’anno scorso, tuttavia, una piccola porzione dell’area è stata temporaneamente sanata, grazie all’intervento di un istituto di credito insediatosi da poco nelle adiacenze della piazza. Per ora tutto è fermo, tranne la tettonica a zolle della piazza lughese. «La piazza ha una infinità di problemi, le dune e i dissesti aumentano in dimensioni e spessore». È lo sfogo di Claudio Lolli, che da una decina di anni gestisce Momomanga, il negozio specializzato in fumetti che si affaccia su quella piazza. Uno dei tanti esercenti esasperati.

«Il problema è legato a periodi con pioggia e umidità o a stagioni più fredde – spiega –. Dopo un acquazzone intenso si vedono già i danni. La causa di questo disastro non è legata alle radici degli alberi: questa piazza è stata realizzata con un materiale non adeguato e negli anni si sta gonfiando sempre di più. Quotidianamente si sentono automobili raschiare sulle dune, senza contare tutta la gente, capita, che in quell’asfalto sollevato e insidioso inciampa o si sloga le caviglie».

Alcuni dossi, recentemente, sono diventati delle vere rampe, che rischiano di essere un doppio problema. «Alcuni ragazzini talvolta usano il manto disconnesso per saltare con le biciclette, esponendosi a potenziali incidenti con le automobili che transitano nel parcheggio. Non è la prima volta che qualcuno deve inchiodare per evitarli. Insomma, la piazza è nello sfacelo più totale e la paura è che capiti la tragedia e si debba arrivare alla sua chiusura: sarebbe gravissimo, anche perché è l’unico grosso parcheggio gratuito della città».

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