Lugo, meno corse ai supermercati ma resta la fobia del Coronavirus nei luoghi di lavoro

LUGO. In calo la psicosi dello scaffale negli Ipermercati. Con il passare dei giorni, dopo un weekend di corsa ad approvvigionarsi di alimentari, in particolare di acqua minerale, sembra scemata la richiesta massiva di generi gastronomici, come in vista di un periodo di carestia. Ma raramente prima d’ora si era manifestata una fobia di tali proporzioni. Condivide questo parere l’assessora alle Politiche sanitarie Maria Pia Galletti: «Bene ha fatto la Regione a emettere, in forma precauzionale, questa ordinanza. Non esiste alcun rischio di pandemia, si stratta solo di una fase di tutela della salute delle persone e niente più. Tutto è nella norma e non c’è affatto un’emergenza per chiudersi in casa, accaparrandosi provviste per un lungo tempo. Tutto rientra, per fortuna, nella norma».

Dello stesso parere i direttori di Confesercenti Giancarlo Melandri e di Ascom-confcommercio, Luca Massaccesi. Per Melandri «è una situazione paradossale e del tutto ingiustificata, specie nei supermercati. Una sorta di fobia difficoltosa da controllare e da frenare, per ritornare alla normalità il primo possibile». Per fortuna, il fenomeno non ha riguardato i venditori al dettaglio, i cui scaffali dispongono ancora di buone scorte. Lo conferma la valutazione di Massaccesi, consapevole, anche senza monitorarla, della ressa nei supermercati».

Scelte drastiche

Ripercussioni negative anche nell’artigianato. Riparazioni all’auto, tagliandi, lavori edili e altre attività professionali risentono di una prudenza generale, a causa della quale vengono rinviati appuntamenti o lavori. Sono i committenti spesso a rimandare, con un effetto economico legato all’approvvigionamento del materiale, già pagato dall’artigiano.

Nelle case di riposo la gestione di ospiti di età avanzata in condizioni di salute non ottimali ha portato a scelte drastiche. A Massa Lombarda, dopo la sospensione totale delle visite fino al primo marzo, la direzione ha assecondato le richieste dei parenti, concedendo l’accesso a un parente per volta e solo per un quarto d’ora.

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