Lugo, allarme in stazione: “Giochi pericolosi sui binari”

Non è bastata la tragedia della settimana scorsa alla stazione di Riccione nella quale due sorelle bolognesi sono state travolte e uccise da un Frecciarossa. Anche a Lugo in molti continuano ad attraversare i binari incuranti di qualsiasi divieto e pericolo. Anzi in alcuni casi è proprio lo sprezzo di quest’ultimo ad alimentare la stupidità di chi mette in atto questi comportamenti.
Da una parte l’insofferenza del dover usare il sottopassaggio e fare qualche scalino in più e dall’altra la convinzione di poterlo fare senza nessuna conseguenza, sia per l’incolumità che a livello di sanzioni.

Poche sere fa l’ultimo grave episodio. «Ero sul binario 2 in attesa dell’ultimo treno per Ravenna, quello delle 23 – racconta la passeggera che ha assistito al fatto – e per una decina di minuti un gruppetto di adolescenti si è esibito in azioni folli. Chi a piedi e chi in bicicletta, attraversavano i binari per gioco o per inaudite prove di coraggio. Oppure si sfidavano a chi stava a sedere più vicino ai binari, al di là della linea di sicurezza. Li ho rimproverati molte volte, ricevendo degli insulti, con spavalderia e maleducazione. Purtroppo avevo il telefono scarico e non ho potuto avvisare le forze dell’ordine. E per finire, quando sono salita sul treno si sono divertiti a battere sulle vetrate, come uno sfottò».

Folli prove di stupidità, magari riprese anche con i telefoni, pronti a mostrarle ad altri coetanei per millantare coraggio e senso di onnipotenza. In realtà ad immortalarli ci hanno pensato sicuramente le telecamere che sorvegliano tutta l’area, compresi i sottopassaggi.
«Non sono immagini a cui abbiamo accesso diretto – spiega la capostazione, l’unica in servizio dalla partenza del primo treno (le 5) a quella dell’ultimo (le 23) – però succede spesso e in qualsiasi orario. Quelli che intravediamo noi dalla vetrata lo fanno esclusivamente per prendere il treno, ma sicuramente non è meno grave e pericoloso. Succede anche in orario scolastico, ma non solo. Quando li vediamo interveniamo ammonendoli, però se guardiamo fuori non possiamo fissare i nostri monitor. E qui è rimasta una sola persona in servizio, il capostazione».

E almeno la stazione ferroviaria di Lugo può contare ancora su una presenza fisica, al contrario di quelle degli altri comuni della Bassa Romagna dove l’unica cosa rimasta – i spera per molto tempo ancora – è la fermata.


«È così ogni giorno – conferma uno dei tassisti in servizio all’ingresso della stazione ferroviaria lughese –. Generalmente sono ragazzini, di qualsiasi nazionalità, ma lo fanno anche i più grandi, in questo caso spesso extracomunitari. Non credo che sappiano nemmeno perché lo fanno, come se fosse la normalità. Alla base di tutto forse c’è solo dell’ignoranza: non si rendono conto del reale pericolo che corrono per non voler allungare il tragitto di qualche metro passando dal sottopassaggio. Servirebbero dei frequenti controlli degli agenti del Polfer, almeno per far vedere che questo non è un luogo abbandonato dove chiunque può fare ciò che vuole. Lo chiedono in molti, però nessuno sa a chi dirlo».

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