Ludopatia, ai Comuni 120mila euro per limitare il gioco d’azzardo

Il Circondario imolese stanzia 120mila euro, per il 2021, per realizzare iniziative e servizi rivolti alla lotta contro il gioco d’azzardo patologico. Un’azione che coinvolgerà tutti e dieci i Comuni del territorio, deliberata dalla Conferenza dei sindaci che hanno a disposizione esattamente 118.711,29 euro per realizzare una programmazione operativa da realizzarsi nell’anno in corso.

La situazione patologica

Che il gioco d’azzardo, soprattutto quello legato alle slot machine e ai videopoker, sia un problema anche nel territorio imolese lo dimostrano alcuni dati. Negli ultimi anni, infatti, le persone seguite dai servizi per problemi di ludopatia o comunque di gioco compulsivo sono poco meno di un centinaio. Questi sono quelli che in un modo o in un altro sono usciti allo scoperto, ma si stima che la cifra finale sia comunque superiore.

Le azioni

Con questi 120 mila euro saranno finanziate diverse azioni che hanno lo scopo di contrastare il gioco d’azzardo patologico. Nello specifico: finanziare lo Sportello antiusura ed antiracket (11.000 euro), azioni per promuovere la responsabilità degli esercenti rispetto ai rischi connessi alla pratica del gioco d’azzardo (50.000 euro), azioni pubbliche svolte per promuovere la consapevolezza dei cittadini (11.199,55 euro), valorizzazione del marchio Slot FreEr ed eventi collegati (26.511,74 euro), percorsi didattici e laboratoriali con studenti (20.000 euro) e promozione tra i giovani della legalità (5.600 euro).

La ripartizione

I dieci Comuni riceveranno somme diversificate con un terzo diviso tra i 10 Comuni in parte uguale e i restati due terzi divisi sulla base della popolazione residente. A ricevere la quota maggiore c’è Imola (24.267,37 euro) seguita da Castel San Pietro (8.739,61 euro), Medicina (7.386,32 euro) e Dozza (4.195,65 euro). Mordano si porta a casa 3.613,54 euro mentre Castel Guelfo 3.546,51 euro. Infine 3.193,33 euro andranno a Casalfiumanese, 3.147,48 a Borgo Tossignano, 2.728,84 euro a Fontanelice e 2.492,65 euro a Castel del Rio.

Le sale

Al di là di questa fase storica molto particolare, in cui le sale slot, sono di fatto da un anno e mezzo chiuse causa pandemia, nel territorio comunale sono presenti quattro locali che potranno continuare a operare dopo il 31 dicembre 2022, data in cui entrerà in vigore il divieto della presenza di queste realtà entro i cinquecento metri dai luoghi sensibili come stabilito dalle normative. Negli ultimi quattro anni, a Imola, sono comunque diminuite passando dalle undici del 2017 alle attuali quattro, sette di esse erano infatti fuori regola perché situate entro i cinquecento metri da punti definiti come sensibili. Dall’ultimo censimento del 2020, riguardante i pubblici esercizi e le tabaccherie che non rispettano il limite di distanziamento spaziale da luoghi ritenuti sensibili, a Imola, queste sono sessantadue.

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