Lucio Dalla, libri e dischi a 9 anni dalla morte

Fra un anno, l’1 marzo 2022, saranno passati 10 anni esatti dalla morte di Lucio Dalla. Ma il mondo dell’editoria sì è “portato avanti”, cominciando a pubblicare una serie di saggi e biografie, ma anche dischi, dedicati al grande cantautore bolognese.

Assante e Castaldo

Cominciamo dai due noti giornalisti musicali e dal loro “Lucio Dalla” per Mondadori. I due, autorità del loro settore, hanno recuperato tutte le tracce e le note di Lucio Dalla per ricostruire il ritratto che non c’era, e che decisamente mancava, dell’artista nato il 4 marzo del 1943. Una biografia umana piena di musica, e una biografia musicale piena di vita.

Il cofanetto

Esce il 12 marzo il cofanetto “Geniale?” di Lucio Dalla e gli Idoli, con i brani dell’album pubblicato nel 1991, rimasterizzati dai nastri originali con l’aggiunta di registrazioni inedite restaurate. Sarà disponibile nelle tre versioni: doppio cd + libretto; Lp 180 grammi + libretto e doppio Lp in pasta colorata + libretto (acquistabile solo su Amazon). È uno degli album tra i meno conosciuti e celebrati del grande Lucio, realizzato con gli Idoli con brani inediti e un testo di approfondimento che ne racconta l’incredibile storia. I brani vennero registrati tra il 1969 e il 1970.

Dice che era un bell’uomo

A cinquant’anni dalla pubblicazione del disco “4/3/1943”, il prossimo 9 marzo esce “Dice che era un bell’uomo. Il genio di Dalla e Pallottino”, il nuovo saggio di Massimo Iondini con un inedito di 50 anni fa firmato appunto da Dalla e Pallottino, con la la prefazione di Pupi Avati, l’introduzione di Gianni Morandi, e le testimonianze di Paola Pallottino (illustratrice e paroliera) e di molti colleghi e amici di Lucio, oltre a un’intervista esclusiva a “Tobia” Righi, padre putativo del cantautore. Ad arricchire ulteriormente il libro, i numerosi scatti fotografici di Walter Breveglieri.

La sua Bologna

Un altro omaggio a Lucio e alla sua musica viene da “Lucio Dalla. La vita, le canzoni, le passioni” di Salvatore Coccoluto, che racconta la Bologna di Dalla, da “Anna e Marco” a “Dark Bologna”. Fu proprio Bologna a ispirare molti dei primi testi di Lucio, il quale soltanto nel 1977 cominciò a scrivere le parole delle sue canzoni, con l’album “Com’è profondo il mare”. Immediatamente mostrò la sua attitudine da narratore metropolitano, la capacità di penetrare con l’immaginazione nella vita e nei sentimenti della gente comune. Ma Lucio era anche un formidabile talent scout. Ormai è noto che uno dei primi artisti a entrare nella scuderia della factory di Lucio fu un commesso di un negozio di scarpe di Bologna, che si chiamava Luca Carboni. Poi arrivarono Angela Baraldi, Samuele Bersani, Bracco Di Graci, Stefano Ligi, Angelo Messini e tanti altri. Questi artisti divennero “figli di Lucio”, come definì alcuni di loro Gianni Morandi durante il concerto in memoria di Dalla che si tenne in piazza Maggiore a Bologna nel 2013, un anno dopo la morte. Ed è pressoché scontato che nel 2022, a 10 anni della morte, si terrà un altro grande evento per ricordarlo come merita.

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