Lorenzo Kruger lancia “Con me low-fi” e suona a Lido Adriano

Il riccionese Lorenzo Kruger (1977), già leader dei Nobraino, è tornato a farsi ascoltare in solo. E questa sera dalle 20.15 sarà in concerto al Cisim di Lido Adriano (prenotazione obbligatoria: 389 6697082, anche Whatsapp).

È da poco uscito il suo nuovo singolo “Con me low-fi” titolo giocoso che sta per “Con me lo fai” a conferma della vena ironica che non abbandona questo autore capace di scrivere, interpretare, intrattenere con originalità. Il nuovo pezzo è il primo lancio di un disco di dieci inediti che uscirà a settembre, visionato dall’attenta cura del produttore Taketo Gohara ed è il primo che esce per l’etichetta Woodworm Label. “Con me -low-fi” è un pezzo che arriva immediato, insieme al video naif che lo accompagna, girato da un cellulare, con protagonisti Olivia 8 e Arturo 4 anni, i vivaci figli di Kruger. L’artista, attraverso divertenti scene di vita quotidiana, ripercorre il senso della canzone; Olivia si diverte a tormentare il fratellino con scherzi di ogni tipo, per poi abbracciarlo e stringerlo affettuosamente. Proprio come accade negli affetti domestici che spesso si manifestano tra croce e delizia. Di Olivia è pure il disegno di copertina del disco: «Il video è stato girato low-fi, in “bassa fedeltà” da un telefonino, nell’arco di mesi – racconta l’artista – riprende i miei bambini che, in quanto fratelli, vivono fra amore e competizione, ora dispettosi, ora amorosi. L’azione segue il brano e al tempo stesso ha una vita sua».

Kruger, come ha vissuto la lunga chiusura fra le mura domestiche?

«Noi artisti ci siamo trovati vittime di apatia creativa, di afasia, a casa con lo strumento in mano senza aver tanto da fare. L’anno scorso ho partecipato a molte dirette, quest’anno la reazione combattiva è stata inferiore, ma i bambini almeno avevano la dad. L’impegno del disco mi ha “distratto” favorendomi, ho bisogno di obiettivi».

“Con me low-fi” è la sintesi di questo anno e mezzo sospeso?

«Ripercorre il mio modo di vivere, di procedere per stratificazioni. L’idea conduttrice è del dare e ricevere nei rapporti intimi di vicinanza, per cui ora prendi le cose peggiori dell’altro, ora subisci la lusinga di certe esclusività».

In che modo compone, e cos’altro le piace fare?

«Scrivo volentieri quando mi va; amo suonare molto in giro, cosi a casa, se di ottimo umore, sono più creativo. Tengo un cassetto con idee e appunti che serviranno poi. Il mio prossimo singolo sarà un brano che avevo iniziato anni fa e ora ripreso dal cassetto. Ma sono attirato da molte correnti; mi piacerebbe scrivere anche cose diverse, faccio ridere quando scelgo vie astratte, mentre riesco nelle descrizioni dei rapporti umani ove analizzo conflitti e passioni».

Ci anticipi del suo nuovo cd di inediti, atteso a settembre.

«Il titolo del disco è “Spazi miei”. Lanciamo a proposito una campagna no profit in cui sollecitiamo il pubblico a partecipare attivamente alla veste grafica, sarà un momento creativo collettivo con fine benefico, il ricavato andrà al progetto di Aidoru “Casa di Gesso”, scuolina di teatro e arti sceniche a misura di bambino e bambina».

Qual è il senso del disco? Cosa c’è dentro?

«C’è il riassunto più elegante possibile di me, con tutti gli ingredienti che mi piace inserire: ironia, serietà, romanticismo, poesia. A volte tendo a sovra eccitare per mostrarli, in Taketo ho trovato un produttore che mi ha spinto a lasciare fuori tutte le smargiassate cercando di evidenziare le mie fragilità ed eleganze».

Perché ha scelto Woodworm Label?

«È una etichetta di Arezzo che segue artisti importanti (Motta, La Rappresentante di Lista, Zen Circus); è specialmente una realtà che sta curando bene ciò che rimane della vera scena indie da cui provengo coi Nobraino».

A proposito, è un’esperienza del tutto conclusa quella dei Nobraino?

«Non abbiamo mai sancito la fine, ma neppure ci siamo espressi in merito, e sono già passati due anni e mezzo dall’ultima volta in cui ci siamo sentiti. Del resto si inizia a suonare in età di liceo e ci si ritrova con venti e più anni, con istanze e bilanciamenti cambiati; le esperienze che si fanno, anche se simili, danno risultati diversi. Del nostro gruppo oggi in tre abbiamo figli, io mi sono trasferito a Cesena, al mare vado a Cesenatico, ho comprato casa… Credo siamo sempre gli stessi, solo che le esperienze, pure simili, rivelano distanze, divergenze spazio a tempo».

Come sarà la sua estate?

«Cercherò di suonare il più possibile; al momento ho già una dozzina di date in tour. Bisogna essere pronti e via. Giro in solo voce e pianoforte, per l’inverno mi muoverò con la band».

Come si sente da cesenate d’adozione?

«Molto bene, una delle cose che mi mancava rispetto a Riccione è la vita nel centro storico, fra mercato e viuzze. Sono un paladino dei centri storici italiani, e chissà che da grande non me ne occupi anche in Consiglio comunale!».

E intanto aiuta“Casa di Gesso”di Cesena

L’interesse per la comunità in cui vive, Kruger la esprime anche attraverso il nuovo disco di inediti “Spazi miei” che uscirà a settembre. Al disco abbina una campagna promozionale che unisce arte collettiva a solidarietà.

Il cantautore romagnolo mette in vendita una pagina bianca da convertire in veste grafica da chiunque lo desideri.

È uno spazio espositivo acquistabile in ogni parte. Dalla cover (copertina) all’opuscolo che illustra il disco (booklet), dalle ante del vinile al posterino, sono spazi bianchi in vendita per essere creati. Il ricavato verrà convertito in borse di studio a favore di bambine e bambini, per frequentare la “Casa di Gesso”, scuolina di teatro e arti sceniche ideata da Aidoru associazione.

Fino al 4 luglio si può partecipare. www.aidoru.org/project-casadigesso.

CLA.RO.

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