Longiano, rinati i sotterranei cinquecenteschi che erano emersi dopo l’alluvione

Longiano

Finito il primo stralcio per il recupero del sotterraneo di un edificio del ‘500. Quasi terminati i lavori iniziati sei mesi fa nel giardino Bianchi di fianco a via Porta del Girone.

Tre anni fa, in occasione dell’alluvione, si aprì una voragine e, a sorpresa, è stata rinvenuta una scala in pietra di 20 gradini e ampi locali cantina.

Edificio storico

Il palazzo Bianchi-Manzi sorgeva in quello che è oggi un giardino pubblico a Longiano. Una dimora nobiliare alta due piani fuori terra, costruita in mattoni con un portale d’accesso con arco. Il palazzo a valle poi aveva tre piani.

L’originaria proprietà era della famiglia dei conti Manzi che ha annoverato anche l’arcivescovo monsignor Francesco Maria Manzi Pro-legato del Papa ad Avignone (1694-1774). Purtroppo il palazzo venne bombardato nell’estate del 1944 e al suo posto il Comune ha creato un giardino.

I lavori

Tre anni fa, durante l’alluvione, nel giardino si era creato un cratere. Durante la sistemazione una scoperta di grande interesse storico: un ambiente sotterraneo quali le antiche cantine dell’edificio del ‘500. Poi si è deciso il recupero, attingendo a 100mila euro da fondi Pnrr per l’alluvione. Quando sono affiorati i resti l’amministrazione comunale ha coinvolto la Soprintendenza, e ha aggiunto 50mila euro dal proprio bilancio per creare un gazebo in vetro trasparente per far ammirare la scala e la grotta, visibili ma sotto chiave, salvo visite particolari. Incaricata dei lavori la ditta “Antonini” di Sarsina, direttrice dei lavori Giovanna Giuccioli che già ha seguito il recupero di grotte ipogee a Santarcangelo.

Il sopralluogo

Nei giorni scorsi si è svolto un sopralluogo con l’architetto che ha diretto i lavori di restauro ed è stato realizzato anche un video. «E’ stato un lavoro molto difficile – dice l’architetto Maria Giovanna Giuccioli – Rinvenuti vari scalini e il sotterraneo pieni di macerie. Abbiamo dovuto cavare tutte le macerie a mano, con pazienza, senza rovinare né scalini né muro. Arrivati in fondo fin sul pavimento abbiamo visto che era grotta bellissima con delle nicchie scavate nel tufo per alloggiare le botti del vino prodotto nelle vigne qui attorno. All’epoca era destinata proprio al vino di Longiano, una grotta molto lunga che ha un braccio anche sotto la via Del Girone, cosa che ci ha dato pensieri. Ricostruite le volte, adesso siamo in attesa della struttura metallico che coprirà non solo la volta ma tutta la scala.

«Un intervento atteso e ancora più significativo alla luce di quanto emerso – afferma la vice sindaca di Longiano, Sara Mosconi – un ritrovamento di grande valore storico e culturale, emerso nel corso delle operazioni di restauro della cavità ipogea presso il giardino ex palazzo Bianchi. Si è chiusa quindi la parte più impegnativa dei lavori ed ora seguirà la seconda parte con l’apposizione della struttura metallica Entro l’anno contiamo di chiudere anche questo cantiere».

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