Novant’anni e cinque generazioni sul fiume Rubicone. Il ristorante e dancing “Le Felloniche” si trova nell’omonima località a confine tra Longiano e Savignano. Accanto al ristorante, vicino alla pista da ballo, si trova anche un’antica fonte termale all’interno di un parco verdeggiante. Da 25 anni si fa la serata tango argentino il lunedì. Nel tempo si sono aggiunti l’Afro Felloniche al mercoledì, i balli latini e la salsa al giovedì, la musica anni ‘70-‘80 al venerdì e sabato e il liscio alla domenica.
Longiano, “Le Felloniche”: 90 anni di storia dalla fonte taumaturgica al dancing
Una lunga storia di famiglia
Fin dall’antichità le acque delle fonti sulfuree erano conosciute per le qualità terapeutiche. Poi negli anni ’90 l’attività è proseguita solo con il ristorante e il ballo. L’attuale attività ristoratizia risale a maggio 1936, poi locale da ballo nell’immediato dopo guerra. Oggi il titolare è Cesare Mambelli, 68enne, che guida il ristorante-dancing con l’aiuto della moglie, Lorella Boschetti, e dei figli Andrea, Marco e Sara. Cesare ha raccolto la licenza dalla madre Cesarea Bocchini che a sua volta aveva continuato l’attività dei nonni Pierina Tornani e Giuseppe Bocchini. Tanti musicisti sono passati, ma anche personaggi famosi dello sport. Uno tra tutti il pilota della Ferrari e ingegnere che ha caratterizzato un’epoca d’oro dell’automobilismo: «Ricordo le tante visite di Piero Taruffi – racconta Adele Briani Fioravanti, parente che ha vissuto in zona – il campione aveva la casa a Cesenatico e negli anni ’50 venne tante mattine presto a bere l’acqua ritenuta taumaturgica della fonte Cesarea».
Entusiasmo sempre immutato
«La nostra famiglia gestisce il ristorante dal 1936 – affermano i coniugi Mambelli-Boschetti - era già operativa l’antica fonte da moltissimi anni. Venivano dei medici da Bologna in quanto si trattava di un’acqua ritenuta taumaturgica. Poi i medici si fermavano a mangiare e bere. Quindi nacque l’idea che da punto ristoro diventasse un ristorante. Passata la guerra c’era tanta voglia di rinascita e ballo. Così nel 1945-1946 iniziarono i pomeriggi e le sere danzanti. Allora era meta anche di tanti innamorati, che magari dicevano ai genitori di andare in parrocchia la domenica pomeriggio e invece venivano qui a scambiarsi le prime effusioni, nascosti da occhi indiscreti grazie alla folta vegetazione del parco attorno. Qui si servivano i primi spuntini o apericena “pida con parsot o salam, radec e zvola” (piadina con prosciutto o salame, radicchio e cipolla). Nel corso degli anni abbiamo ospitato vari banchetti e cerimonie, serate danzanti, concerti, eventi, cene sociali, e altro. In inverno il locale è aperto dal venerdì alla domenica, d’estate tutti i giorni, martedì escluso, e con i tavoli all’esterno i posti diventano quasi 400. La cosa più bella del nostro lavoro è vedere che la gente arriva stressata e riparte con il sorriso».
La festa
I primi 90 anni del locale saranno festeggiati domenica 24 maggio, dal pranzo alla cena. Con musica e balli: dalle ore 15,30 alle 17 tango, poi fino alle 18.30 salsa. Quindi “Forever Young” con Enrico “il Pazzo”.